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“Io, escluso dall’Osservatorio sulla Tav”

6 March 2012versione stampabile

Mario Di Vito

Dietro le proteste, i blocchi e le manifestazioni, c’è ancora qualcuno che parla della Tav da un punto di vista tecnico. Così, mentre si assiste al paradosso del governo dei ‘tecnici’ che ripete come un mantra la formula “La Tav è un’opera di interesse strategico e si deve fare”, è dal fronte della protesta che si cerca di spiegare cosa sta accadendo e cosa potrebbe accadere alla Val di Susa, al di là delle facili strumentalizzazioni e dello stancante dibattito sul tema ‘antagosti e democrazia’.

Angelo Tartaglia è un docente che lavora al Dipartimento di scienza applicata e tecnologia dell’Università di Torino. Massimo Zucchetti, altro eminente ricercatore schierato contro la Tav, lo ha definito come il “migliore, più esperto di noi tecnici No Tav del Politecnico”. Tartaglia ha fatto parte fino al 2009 dell’Osservatorio Tecnico sulla Torino – Lione. Poi, si dimise, “quando l’Osservatorio divenne una palese truffa”, dice Zucchetti. Adesso, il docente del Politecnico ha deciso di scrivere al premier Mario Monti, nel tentativo di spiegare in maniera ‘tecnica’ i motivi della sua contarietà all’Alta Velocità, con la speranza che i tanto decantati professori al governo decidano di prestargli ascolto. Se non per una questione elementare di democrazia, almeno per il suo indiscusso valore di studioso.

Due paginette scarse, datate 4 marzo 2012, scritte in un italiano limpido e lineare. Qualche parola sull’Osservatorio e sulla sua presunta imparzialità, un sostanziale invito a chiedersi “perché?” di fronte all’Alta Velocità. Fino ad ora, i motivi del dissenso non sono stati calcolati, ogni volta si parla dei No Tav come di un qualcosa di ideologico, come se i valligiani fossero una truppa di accaniti antimodernisti che si oppongono al treno perché preferiscono andare in giro con il carretto trainato dall’asinello.

“Dall’inizio del 2010 – scrive Tartaglia a Monti – il compito del nuovo  osservatorio, depurato delle voci critiche, è stato esclusivamente
quello di occuparsi del come fare la nuova linea e non dell’accertarne l’utilità. Peraltro il commissario di governo e presidente dell’osservatorio ha anche affermato in televisione qualche giorno fa che i comuni interessati dalla nuova opera sono solo due, omettendo di dire che nel nuovo osservatorio ce ne sono molti di più e anche del tutto estranei a qualsiasi versione della costruenda linea”.

“Nel luglio del 2009 – prosegue il docente nella sua lettera -, in occasione di un incontro con i sindaci della valle, svoltosi presso la prefettura di Torino, l’allora ministro Matteoli affermò che sulla base di studi in suo possesso la linea storica si sarebbe prestissimo saturata. Non essendo in quella sede consentito ai tecnici di prendere la parola gli scrissi subito dopo pregandolo di far pervenire all’osservatorio gli studi su cui si basavano le sue affermazioni, visto che l’osservatorio stesso non ne era a conoscenza e anzi era arrivato a conclusioni opposte. Dopo alcune settimane mi arrivò una risposta burocratica di poche righe, ma nessuno studio o documento”.

La conclusione, poi, è un semplice appello, probabilmente destinato, comunque, a cadere nel vuoto. “Io vorrei vivissimamente pregarla – è ancora Monti l’interlocutore di Tartaglia – di utilizzare tutta l’autorità di cui dispone per far sì che effettivamente l’analisi costi-benefici venga pubblicata in tempi brevissimi e naturalmente anche che possa essere sottoposta ad esame critico tra pari, come è uso che avvenga negli ambienti scientifici. Lei ha il vantaggio di non aver bisogno di ricorrere a fiumi di parole roboanti e vaghe, come è vizio della politica corrente, e ha le competenze per cogliere la rilevanza e fondatezza delle argomentazioni che le vengono prospettate.
D’altra parte credo che si renda perfettamente conto che, data la storia e le premesse di questo problema, non è possibile venirne a capo in termini di ordine pubblico”.

QUI il testo della lettera scritta da Angelo Tartaglia al premier, Mario Monti.

 

2 Responses to “Io, escluso dall’Osservatorio sulla Tav”

  1. mario

    6 March 2012 at 18:42

    Cosa altro bisogna aggiungere?Credo che il buon senso
    la buona politica e tante altre cose non facciano parte di questo assurdo paese.Questa nostra “moderna” società basata tutta sullo sviluppo e sull’accanirsi costantemente sulle infrastrutture che più sono invasive e tanto meglio è,lascia poco spazio,anzi direi nessun spazio nella ricerca di soluzioni alternative e meno invasive.Preferisco un pò di medioevo.Ciao a tutti

  2. nicoletta

    7 March 2012 at 14:56

    sono daccordo con il commento di mario è aggiungo che siamo arrivati all’estremo ,l’uomo ha davvero una parte che è assurda (orgoglio)è brutto in tutti campi ritattare adesso per i politici o per i tecnici riferendomi al sig. monti non e cosa per paura della famosa credibilità ma pultroppo il danno le conseguenze le vedremo in futuro .