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Messico-Usa: armi, droga e migranti

6 March 2012versione stampabile

Rafforzare le misure per combattere il narcortraffico, il lavaggio del denaro sporco e il traffico d’armi: queste le richieste avanzate dal presidente messicano Felipe Calderon, al vicepresidente Usa Biden, durante una visita ufficiale del numero due statunitense a Città del Messico.

La priorità secondo Calderon oggi è questa: stabilire regole precise per serrare le fila della cooperazione bilaterale fra i due stati che nell’ambito della loro giurisdizione devono affrontare “una sfida molto importante contro la criminalità organizzata”.

Da parte sua Calderon ha voluto ricordare come la politica nazionale messicana negli ultimi mesi abbia messo in campo seri provvedimenti atti a rafforzare le istituzioni legate alla sicurezza del Paese, senza dimenticare di dare risalto alla riforma delle forze di sicurezza cha ha lo scopo di eliminare la corruzione che è una delle piaghe nazionali.

Anche Biden ha sottolineato come la cooperazione sia la base su cui stabilizzare il partenariato con il Messico “per ribadire l’impegno nella responsabilità condivisa, nel rispetto reciproco come base per un lavoro comune in tutti i settori” al fine di programmare a lungo termine un lavoro che consenta alle due società di vivere nel benessere e in sicurezza.

La riunione fra Calderon e Biden ha dato l’occasione anche di analizzare la situazione relativa ai migranti che dal Messico arrivano negli Usa e che sono una risorsa importante sia per l’economia di Washington sia per quella messicana, considerato l’alto numero di rimesse che inviano a casa. Sono quasi 12 milioni, infatti, i cittadini di origine messicana che vivono e lavorano negli Usa.