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8 marzo: speranze di giornata

7 March 2012versione stampabile

 

Pensieri e speranze per l’8 marzo.

Pochi e modesti, come si addice ai tempi.

Che i ragazzi e le ragazze di Abercrombie che – si legge dalle cronache – devono fare le flessioni quando sbagliano qualcosa in negozio si mettano a ridere alla richiesta, ma non si pieghino.

Che i siti di informazione si occupino delle femministe e di ciò che pensano, sempre e abbiano o no il reggiseno.

Che le donne non escano a mangiare la pizza con le amiche perché è l’8 marzo. Che prenotino per il 9, il 10 e l’11…

Che le mimose siano, almeno in parte, risparmiate dalla strage. Che nessuno, sopra i dieci anni di vita, dica “auguri” o peggio regali il triste mazzetto (qui ho l’animo diviso, perché la parte buona di me è dispiaciuta per i venditori che di solito hanno sorrisi molto bianchi e un po’ tristi).

Che non si dica, in qualche cerimonia apposita, che le donne sono preziose, indispensabili eccetera. Sono e basta. (Talvolta anche stupide e/o antipatiche ).

 

Ps Però un piccolo omaggio ce lo meritiamo. Patrizia Cavalli, grandissima, per esempio.

L’Eden/Mi hanno mandato via?/E io me lo rifaccio/ E visto che ci sono lo miglioro.