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Napoli, un altro no alla discarica del Castagnaro

7 March 2012versione stampabile

Stella Spinelli

Per tutti i cittadini e i comitati civici che vogliono che la discarica prevista nella cava del Castagnaro, fra Quarto e Pozzuoli, non si faccia questi sono giorni di speranza. Dopo un incontro lungo e complesso con i rappresentanti del dissenso, infatti, anche il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, si è schierato per il no, perché un sito di “raccolta tritovagliata” in una zona tanto importante sia dal punto di vista paesaggistico che naturalistico sarebbe uno scempio.

A convincerlo, la documentazione raccolta con pareri professionali e seri e la battaglia a colpi di emendamenti che le commissioni di Regione e Senato stanno portando avanti contro la discarica. Eppure, ancora tutto resta in sospeso, perché l’ultima parola però spetta sempre e comunque a quel commissario straordinario ai rifiuti Annunziato Vardè, messo lì proprio per rimediare in fretta e furia a un’emergenza che una politica programmatica e lungimirante avrebbe potuto benissimo scongiurare. E Vardè, primo fautore della discarica al Castagnaro, incontrerà i vertici di Palazzo Matteotti solo la prossima settimana.

Intanto, la mobilitazione nel combattivo comune a nord di Napoli cresce fra incontri, dibattiti e concerti organizzati per non far calare il sipario sulla questione Castagnaro. Una lotta, anche questa della zona flagrea, che ha la medesima dignità di quella combattuta in Val di Susa contro la Tav: in entrambi i casi la gente scende in piazza per difendere il territorio, la natura e il futuro di zone minacciate dalla logica del profitto cieco.

Il No alla discarica nel Castagnaro era arrivato, una settimana fa, anche dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris, e prima di lui dal ministro dell’Ambiente, Corrado Cini, che si era impegnato davanti al Senato della Repubblica a “prendere ogni iniziativa di competenza governativa affinché venga stralciata dal Piano redatto la possibilità di realizzare una discarica all’interno della cava dismessa di Castagnaro, comune di Pozzuoli, provincia di Napoli”. Si era trattato di una raccomandazione contenuta in un Odg accettato, appunto, dal governo e che la gente di Quarto e Pozzuoli sperano non resti lettera morta. A sperarlo, con loro, anche i cittadini degli altri comuni napoletani, minacciati da un sistema di malaffare basato sul binomio discariche-inceneritori che ha costruito negli anni una finta emergenza aprendo pe porte ai traffici di rifiuti tossici e illeciti. La buona risoluzione dell’affaire Castagnaro, dunque, costituirebbe un precendente importante e un segno che qualcosa è cambiato.