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TAV: il tunnel tra due mondi

8 March 2012versione stampabile

Se mi dicessero: “hai 20 miliardi, come li investi ?” non avrei dubbi. FTTH tutta la vita.

Il tunnel della TAV è stato deciso quando il mondo era diverso

  • si poteva finanziare qualunque cosa, bastava spostare i costi nel futuro
  • le voci opposte non potevano risuonare assieme, il meccanismo di coordinamento era il passaparola in privato tra piccoli gruppi
  • le decisioni non potevano essere pubblicamente e largamente condivise (Internet praticamente non c’era, la modalità era broadcast batch, non on demand e continuativa)

Nel mondo di oggi

  • non puoi fare nuovi debiti spostandoli, devi pagare quelli già fatti
  • le voci opposte hanno un mezzo di coordinamento più potente di quanto possano usare le voci favorevoli (possono scambiarsi informazioni in modo loosely joined, rough, mentre le istituzioni devono assicurare la legalità del processo operando in modo strutturato e formale).
  • l’informazione e la condivisione diventano importanti quanto il progetto

Ciò detto penso che l’esito sia scontato; per definizione, lo Stato è sopra chiunque altro, comanda ed esercita il potere; a meno di idee particolarmente furbe per non far perdere la faccia a nessuno…

Altra piccola mia lettura personale: ACTA nasce nel 2006, quando non c’erano (in pratica) twitter, facebook e la comunicazione online era 1:1 o 1:n con n piccolo. Doveva essere il nuovo accordo TRIPs (questo si che ha inserito cose che hanno cambiato il mondo!) ma TRIPs aveva spostato l’ago a favore dei grandi interessi costituiti e molti paesi non erano favorevoli per cui USA e Giappone vollero iniziare a fare una cosa tra di loro, tenendola segreta per evitare ingerenze dei paesi dissenzienti con il TRIPs.

Secondo me questo fu un grave errore, figlio di un modo di operare che poteva funzionare nel mondo precedente.

One Response to TAV: il tunnel tra due mondi

  1. paolo

    8 March 2012 at 13:29

    Lo stato la faccia in Italia l’ha persa da molto tempo.
    E comunque per quanto possano militarizzare un territorio,
    qualcuno crede davvero che lo stato italiano sia in grado di mannetnere per 20 anni un esercito contro il volere delle popolazioni locali.
    Non è solo internet ad aver cambiato la cose, ma una banale riflessione su cosa è oggi la democrazia e perchè quello che andava bene ieri (andava bene davvero?), non necessariamente va bene oggi.