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Nigeria, inglesi falliscono raid per liberare un cittadino italiano e uno britannico, uccisi forse da “fuoco amico”. Monti furioso, l’Italia avvisata solo a blitz avvenuto. Napolitano: “inspiegabile comportamento inglesi”

9 March 2012versione stampabile

Gli ostaggi Franco Lamolinara e Cristopher Mc Manus sono morti oggi in un’operazione dei corpi speciali britannici che hanno cercato di liberare i sequestrati a Birnin Kebbi. Lo ha comunicato il premier britannico David Cameron, con una telefonata, al premier italiano Mario Monti.

I britannici non avevano avvisato la Farnesina e il Governo italiano dell’ipotesi di compiere un bliz, e i primi contatti con il governo si sono avuti a bliz già cominciato.
Il presidente del Copasir, Massimo D’Alema, annuncia che si farà “piena luce sui motivi per cui il governo britannico non abbia informato il nostro”.

Franco Lamolinara era scomparso nel nord ovest della Nigeria il 12 maggio 2011 e si trovava nel Paese africano per lavoro.

Christopher Mc Manus veniva da Briton, in Inghilterra, e con Lamolinara lavorava per la società italiana Stabilini Visinoni Limited,  impegnata nella costruzione di un edificio della Banca centrale a Birnin Kebbi. In un filmato datato agosto 2011, Lamolinara affermava di essere nelle mani di Al Qaeda.

Il Presidente del Consiglio Mario Monti, si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi, ha ricevuto questo pomeriggio, sull’aereo che lo riportava a Roma da Belgrado la telefonata del Primo Ministro britannico David Cameron, che gli ha comunicato la tragica conclusione di un’operazione “condotta dalle forze di sicurezza nigeriane, con il sostegno operativo di quelle britanniche, intesa a liberare gli ostaggi”.

L’operazione si è conclusa con l’uccisione degli ostaggi avvenuta, secondo la ricostruzione britannica, ad opera dei sequestratori. Cameron ha espresso a Monti profondo cordoglio per la vittima italiana, rammaricandosi del drammatico esito dell’iniziativa militare decisa dalle autorità nigeriane e britanniche nella convinzione che questa fosse l’ultima finestra di opportunità per salvare la vita degli ostaggi.

I rapitori, secondo il presidente nigeriano Goodluck Jonnathan,  sono stati arrestati e sarebbero membri del gruppo terroristico islamista Boko Haram. Ma la prima ricostruzione del Times di Londra, i rapitori erano tre e due di loro sarebbero stati uccisi nello scontro a fuoco, e gli ostaggi potrebbero quindi essere stati colpiti anche da fuoco amico.

Il presidente del Consiglio Mario Monti ha chiesto al presidente della Nigeria in una conversazione telefonica questa sera, di avere al più presto una ricostruzione dettagliata delle circostanze, e presumibilmente le autorità nigeriane effettueranno una autopsia per chiarire le cause della morte degli ostaggi.

Le autorità inglesi e Cameron hanno deciso – come ha detto lo stesso premier – dopo aver ricevuto “informazioni credibili sulla zona in cui erano tenuti gli ostaggi”.
Cameron ha anche aggiunto che “c’erano buone ragioni per credere che la vita degli ostaggi fosse in immediato pericolo”.

Dopo la tragica fine di Franco Lamolinara, mentre per Rossella Urru si spera in una prossima liberazione, restano otto gli italiani ancora in mano ai sequestratori, in diverse parti del mondo. Giovanni Lo Porto, cooperante, rapito in Pakistan. La turista fiorentina Maria Sandra Mariani, 53 anni, rapita nel sud dell’Algeria. Sono sempre prigionieri dei pirati i sei italiani della nave Enrico Ievoli sequestrata al largo delle coste dell’Oman.