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Gaza, massacro perpetuo

12 March 2012versione stampabile

Luca Galassi

Continua senza sosta la nuova escalation militare nella Striscia di Gaza. Ventitré palestinesi, ultimo dei quali un ragazzo di 15 anni questa mattina, sono stati uccisi dai raid dell’aviazione israealiana negli ultimi tre giorni. Oltre cinquanta sono i feriti. Centinaia di razzi, esplosi dalla Striscia, hanno colpito diverse località israeliane, provocando due feriti lievi. Quindici persone sono state trattate per ‘shock’ dopo che razzi Grad e Qassam, sono caduti su Ashkelon. Due razzi hanno raggiunto stamani Gedera, 40 chilometri a sud di Tel Aviv. La metà dei lanci operati dai miliziani palestinesi è stato intercettato dal sistema avanzato di difesa ‘Iron Dome’, finanziato dall’amministrazione Obama con 205 milioni di dollari.

Foto di Rosa Maria Schiano

La scia di violenza, l’ultima di una lunga serie, è cominciata venerdì scorso, quando l’aviazione israeliana ha ucciso il leader dei Comitati di Resistenza Popolare, Zuhir al-Qaisi, e il suo collaboratore, Mahmoud Hanani. Sabato era stato ucciso Mohammed al Ghamry, 26 anni, membro del braccio armato della Jihad islamica, in un raid aereo israeliano su Deir el Balah. L’ultimo bombardamento è avvenuto stamani, quando aerei da guerra israliani hanno bombardato il campo profughi di Jabalia nel nord della Striscia.

Sotto le bombe israeliane si trova anche l’attivista italiana Rosa Schiano, membro dell’International Solidarity Movement.

Dove hai passato questi due giorni?

Sono stata nella località bombardata stanotte dai missili dell’aviazione, a Jabbaliya. Sono due abitazioni dove vivevano alcune famiglie. Una è completamente crollata, l’altra è stata danneggiata. C’erano 25 persone, i feriti sono stati portati all’ospedale nei pressi di Beit Lahia. Gli ospedali in questi giorni sono in stato d’emergenza. Mentre eravamo in ospedale sono arrivati un padre e una figlia. Il padre è morto mentre eravamo lì.

Nella casa abitavano membri della resistenza o vi era un deposito di armi?

Non abbiamo rilevato nulla che potesse collegare l’attacco alla presenza di eventuali minacce per lo Stato di Israele. Era un edificio come tanti altri, con camere da letto, una sala, una cucina, che è andata distrutta.

Cosa state facendo voi dell’International Solidarity Movement?

Stiamo monitorando e documentando. Stiamo portando conforto alla popolazione civile colpita.

Come prevedi che proseguirà questa fase del conflitto? Alcuni sostengono che a metà settimana potrebbe verifcarsi un cessate il fuoco.

Non posso fornire valutazioni. Ciò sta accadendo è che i droni israeliani continuano a girare senza sosta sopra le nostre teste. Del cessate il fuoco si è parlato anche ieri sera, poi stanotte e stamattina hanno continuato a bombardare. La situazione è molto tesa. Razionalmente, non penso si possa verificare una nuova Piombo Fuso. Emotivamente, la preoccupazione rimane molto forte.