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La fabbrica dei criminali in divisa

12 March 2012versione stampabile

Enrico Piovesana

Il sergente dell’esercito americano responsabile (unico?) della strage di civili afgani a Panjwai non proviene da una caserma qualsiasi, ma dalla più malfamata base militare degli Stati Uniti: la gigantesca Joint Base Lewis-McChord di Tacoma, nei pressi di Seattle.

E’ la stessa caserma da cui provenivano i soldati del ‘Kill Team’ del sergente Calvin Gibbs: quelli che nel 2010 se ne andavano in giro, sempre nella provincia di Kandahar, a uccidere civili afgani a sangue freddo per poi scattarsi foto sorridenti vicino ai loro cadaveri ai quali strappavano i denti per tenerseli come trofei. “Come si fa con le corna di un cervo che hai abbattuto”, spiegò freddo il sergente Gibbs al processo.

Dall’inizio delle guerre post-11 settembre, la Lewis-McChord – definita dalla rivista militare Stars&Stripes “la caserma più problematica dell’esercito Usa” – è diventata una vera e propria fabbrica di reduci di guerra psicopatici, regolarmente rispediti al fronte: qui si registra il più elevato tasso di suicidi e di sindromi mentali post-traumatiche (Ptsd) degli Usa e una lista di violenze e crimini commessi da veterani che non ha confronti.

L’ultimo caso, di gennaio, sembra ricalcato sulla trama del primo Rambo: il soldato semplice Brandon Barnes, reduce dalla guerra in Iraq, ha uno scontro a fuoco con dei ranger tra i boschi nei pressi della base, ne uccide uno e si dà alla fuga tra le montagne, fino a morire di freddo affogando in un ruscello.
In altri casi, i reduci della Lewis-McChord hanno ucciso agenti di polizia, commilitoni, mogli e figli.

L’autore del massacro di domenica, reduce da tre missioni in Iraq e in Afghanistan da dicembre, “non è un soldato canaglia: è la Lewis-McChord a essere una caserma canaglia”, ha commentato Jorge Gonzalez, direttore di GI Voice (organo dell’associazione di veterani anti-guerra Coffee Strong). “Da tempo chiediamo un’inchiesta parlamentare su quella base, teatro di così tanti episodi negativi”.

“In dieci anni – ha aggiunto Gonzales – la Lewis-McChord ha prodotto la strage di Panjwai, il Kill Team, un’epidemia di suicidi e di tossicodipendenza, omicidi e abusi sessuali, violenze domestiche contro le donne, compresa una figlia annegata con waterboarding e molto altro ancora. Tutto questo non è opera di qualche mela marcia, ma prodotto della sistematica disumanizzazione dei soldati di questa caserma. Tutto ciò continuerà fino a quando continueranno le guerre”.

6 Responses to La fabbrica dei criminali in divisa

  1. giovanna

    12 March 2012 at 19:14

    amerikani….
    perche’ l’ uomo non riesce a capire? Emergency ha raccolto le fieme por un “no alla guerra senza se e senza ma” 10 anni fa’
    che fine hanno fatto quelle firme? perche’ oggi siamo peggio di 10 anni fa’ ?

  2. luciana

    12 March 2012 at 20:08

    Il mondo non è nuovo a queste ondate di sdegno: succede tutte le volte che la guerra mostra il suo vero volto.E questo sdegno è la più grande ipocrisia che si possa mandare in scena. Il vero scandalo è la guerra, e basta. La vera barbarie non è quella perpetrata da un soldato a cui hanno sicuramente insegnato che il suo compito è distruggere il nemico, e a cui hanno detto che ogni ombra può essere un nemico:la vera barbarie è la guerra. Sganciare bombe da un drone,comodamente seduti alla consolle, in una base vicino a Las Vrgas, non è meno crudele e barbaro che sparare guardando in faccia le proprie vittime. Ora processeranno questo disgraziato.Ma la vera svolta ci sarà solo quando verranno denunciati per crimini contro l’umanità tutti (ma veramente tutti) quelli che finanziano ricerca e industria rivolte a fini di guerra,e che -comodamente seduti dietro alle loro scrivanie- decidono poi di mandare dei poveri disgraziati a fare uno sporchissimo lavoro.

  3. erika

    13 March 2012 at 01:46

    Sono d’accordissimo….mi fanno solo tanta rabbia tutte le persone che fanno la scena di sdegno, che ipocrisia!!!Ma si vuol capire una volta per tutte che tutto questo è solo il naturale risultato di queste maledette guerre?!I “frutti” di una guerra non possono essere che altra guerra, altra sofferenza,altra cattiveria, altre barbarie, altro dolore …………
    tanto tantissimo dolore che durera nel tempo anche quando una guerra si dirà finita! Che tristissima illusione di risoluzione è la guerra!!! ;(

  4. adnan

    13 March 2012 at 10:38

    Veramente siamo davanti a degli avvenimenti estremamente straordinari , e non corrispondono all’etica che gli americani cerano continuamente di presentare di loro stesso davanti il mondo ormai dopo piu’ di dieci anni di occupazione dell’iraq e dell’afganistan sarebbe ora che si ritirassero le truppe americane poerche dieci anni di occupazione sono piu’ che sufficenti per sconfiggere il terrorismo se lo scopo era quello , ma se il vero scopo e’ il petrolio e le risorse naturali allora saremo davanti un’esistenza militare americana per i prossimi 100 anni , e saremo davanti altri cento anni do terrorismo americano contro i civili locali.

  5. doris

    13 March 2012 at 13:01

    Certo, appunto perchè ogni guerra è disumana bisogna che gli esseri umani dotati di spirito di umanità devono continuare a”combattere” perchè venga abolita – senza vie di mezzo – senza pretese di insegnare ad altri il nostro modo di vivere che, come stiamo vedendo, produce molta violenza e sofferenza.

  6. Lucandian

    13 March 2012 at 13:37

    Ma qual’e’ il senso di incolpare una caserma in particolare? Cosa permetterebbe a quella e non ad altre di sfornare psicopatici col fucile? Un addestramento particolare? Poca attenzione al diagnosticare stress post traumatici, come affermava qualcuno? E siamo sicuri che non si tratti di un comodissimo capro espiatorio, opposto all’interrogarsi sulla natura del conflitto in questione e dell’interventismo americano?