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Argentina, Corte Suprema: aborti non punibili se la donna è vittima di stupro

14 March 2012versione stampabile

I giudici della Corte Suprema di Giustizia argentina hanno ribadito che non sono punibili gli aborti che vengono eseguiti in casi di stupro. Viene così confermata la sentenza del giudiche di Chubut che aveva autorizzato nel marzo dello scorso anno l’aborto di una ragazza di 15 anni rimasta incinta dopo esser stata violentata dal suo patrigno.

La Corte ha sottolineato che la Costituzione e i trattati sui diritti umani non non vietano aborti in questi casi, cercando di porre fine al dibattito. I giudici hanno sottolineato che i medici non dovrebbero richiedere neanche l’autorizzazione giudiziaria per eseguire questo tipo di aborti. Anzi, l’intervento dei giudici non può diventare un ostacolo per esercitare i diritti, così si dovrebbe astenersi dal giudizialmente l’accesso a questi interventi.

La decisione della Corte è sostenuta da undici istituti che si sono presentati come “Amicus Curiae”. Tra le organizzazioni che hanno sostenuto la sentenza della Corte figurano Asociación por los Derechos Civiles (ADC), il Centro de Estudios Legales y Sociales (CELS), la Secretaria de Derechos Humanos del Ministerio de Justicia de La Nación, Human Rights Watch e la Comisión de la mujer de la Universidad Nacional de Salta.