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Colombia, il film shock sulle pratiche dell’esercito / VIDEO

15 March 2012versione stampabile

Stella Spinelli

Falsos Positivos è un documentario che racconta la scandalosa prassi dell’esercito colombiano di spacciare dei civili innocenti per guerriglieri morti in combattimento, in cambio di vantaggi: permessi premio, carriere folgoranti o paghe più consistenti. Nonostante fossero anni che i soldati uccidevano gratuitamente la povera gente per il proprio tornaconto, lo scandalo è scoppiato solo nell’ottobre 2008. A raccontarci se le cose siano o meno cambiate e come questo film abbia riscontrato successo e scosso coscienze è uno dei registi, Simone Bruno.

Da quando, con Dado Carillo abbiamo girato il documentario, i casi sono aumentati e ora si parla di oltre 3000 vittime di Falsos Positivos, cioè la prassi di spacciare dei civili innocenti per guerriglieri morti in combattimento e in cambio ricevere ricompense o vacanze premio. Si tratta dell’ultima iniziativa in ordine di tempo di quella che è una vera e proprio galassia di esecuzioni extragiudiziali, che l’esercito colombiano commette da decenni nel silenzio più totale e nell’indifferenza. Gli Stati Uniti, per esempio, hanno continuato a finanziare quello che, a tutti gli effetti, è l’esercito più criminale della storia del sub continente Latinoamericano.

Come è stato accolto il film a livello internazionale?

Questo documentario è stato realizzato in tempi record, la prima presentazione in sala è stata a Roma nella primavera del 2009, mentre lo scandalo è esploso nell’ottobre del 2008. Da quel momento è stato presentato in molti festival di almeno trenta paesi. Abbiamo anche vinto vari premi, tra cui, in Italia il premio della critica al Genova Film Festival e all’Arcipelago a Roma.

Il film, grazie ad Amnesty International, ha accompagnato le Madri di Soacha, ossia l’organizzazione delle madri di questi ragazzi, in un loro tour europeo per far conoscere questa mostruosità.

Perché questo documentario?

Per noi era incredibile che una storia del genere non fosse gridata nelle prime pagine di tutte le principali testate del mondo. Parliamo di 3000 civili assassinati dall’esercito e presentati come guerriglieri, in cambio di carriere veloci nell’arma e licenze premio, una cosa che non ha eguali nel mondo. Quindi abbiamo deciso di raccontare questa storia con le poche risorse che avevamo a disposizione, grazie alla produzione di Mediakite da NY, soprattutto perché non fosse dimenticata, come i numerosi scandali dell’era di Uribe in Colombia.

E oggi?

Dopo più di tre anni, le condanne sono ancora troppo poche e soprattutto non coinvolgono i vertici dell’apparato militare-criminale che erano dietro questi assassinii. Mentre, colui che era il ministro della Difesa all’epoca, invece di pagare il costo, per lo meno politico, di questa strage di innocenti, è diventato il nuovo presidente della Repubblica.