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E’ morto Gino Girolomoni, padre del biologico italiano/MULTIMEDIA

17 March 2012versione stampabile

Gino Girolomoni è morto il 16 marzo. Il ‘padre’ del biologico italiano è stato il fondatore della Cooperativa Alce nero, che vendeva già pasta biologica integrale in Germania quando, anni ’80, in Italia Girolomoni veniva denunciato per detenzione e spaccio di sostanze vietate per legge.
Un lottatore, un uomo della terra e di pensiero raffinato, di meditazione.

In questo video che lo ritrae, Matteo Scanni e chi scrive lo incontrarono per un giorno nella sua cooperativa nelle Marche. Un giorno di sole, era novembre del 201o. Arrivati alla sommità della collina, dove sorge il convento che lo stesso Girolomoni ha restaurato personalmente, il silenzio, la vecchia chiesa diroccata (aveva un progetto ambizioso di recupero che ci spiegò più avanti per diversi minuti, con passione) fu preludio all’incontro con questo uomo robusto e dall’aspetto antico, dai modi secchi e gentili, in cui la forza del pensiero si univa e si fondeva con quello del fare agricoltura. Biologica. Un’impresa eccellente, un ottimo fatturato, ma soprattutto una capacità di coniugare l’impegno personale con una battaglia di civiltà. Una voce di riferimento per molti intellettuali italiani.

Ci illustrava i campi, le lavorazioni e i macchinari con un lampo di profonda soddisfazione negli occhi. Andammo a pranzo, suoi ospiti. Un momento di grande cordialità, di ottima cucina e buon vino, un padrone di casa capace di affascinarci nel racconto. Ricordo la sua libreria, in una cella monastica recuperata. Lungo un vecchio corridoio, sulla sinistra, la porta. Dentro una serie di scatole di legno appoggiate una sull’altra a costruire un oggetto di design, autoproduzione chiodi e martello. E tanti libri e una rivista graficamente sorpassata, ma così densa di argomenti e di pensiero. Il suo sguardo, intenso, nel mostrarci la foto della moglie defunta, le foto che si vedono mel multimediale, di un giovane barbuto caparbio, con figli, in un rudere che oggi è un esempio di recupero rispettoso del passato.
Ci fu spazio anche per fantasticare di iniziative comuni, che coinvolgessero la sua comunità e la nostra fame di conoscere il mondo contadino.

Alla fine resta il suo esempio e le sue idee, il seme che ha gettato nei tanti incontri che lo hanno visto in molte città e paesi. La notizia della sua morte, un anno e mezzo dopo quel viaggio, è una nota triste. Anche per noi che lo abbiamo conosciuto così velocemente, in otto ore filate.

Caro Gino, che la tua terra ti sia lieve.

Angelo Miotto

 

 

 

5 Responses to E’ morto Gino Girolomoni, padre del biologico italiano/MULTIMEDIA

  1. Federico L. Montanari

    17 March 2012 at 22:08

    Grazie Gino per il tempo che dedicasti anche all’associazione L’Umana Dimora, nei suoi primi anni di vita.
    Non possiamo dimenticare la tua ospitalità, spirituale e nello stesso tempo solida come è solida la vita di chi cura giornalmente la terra come solo un dono di Dio può essere curato.
    Voglio pensare che sulla porta, assieme a Pietro, ti abbia accolto il padre gerolimino Cesare Majoli, del quale tante volte abbiamo discorso assieme.
    Federico L.

  2. Arianna

    18 March 2012 at 12:26

    Wow! che bella storia!

  3. Franco

    18 March 2012 at 22:04

    Caro Gino non finirò mai di ringraziarti, dal profondo del mio cuore, per tutte le emozioni che mi procuravano gli incontri di lavoro con te. Fin dal lontano maggio del 1971 quando venni a conoscerti a Montebello a casa tua, all’ingresso del paese: una scena che non dimenticherò più, eri con tua moglie e il figlio, nell’oscurità della stalla, con il profumo del letame che ti aggrediva la gola, e ancora quando in macchina venni a consegnarti il primo libro da te pubblicato; dovetti attraversare un campo di grano perchè non c’era o non vedevo la strada per arrivare al Monastero. Mi dicevo, ma questo è un pazzo! Invece il tuo fascino mi aveva stregato. Anche se i nostri rapporti di lavoro sono state altalenanti ho continuato sempre ad ammirarti perchè capivo che avevi pienamente ragione a muoverti come hai fatto. Ho cercato di trasmettere i tuoi valori in famiglia e nell’associazionismo scout.
    Grazie ancora Gino, sono certo che ora starai di nuovo dialogando con tua moglie che è stata sempre la tua ombra fedele in tutte le tue scelte!

  4. Doriano Scibè

    19 March 2012 at 13:50

    Ho incontrato Gino nel Maggio del 1985 in un incontro sulle “radici dell’impegno” nella Comunità di Capodarco di Fermo.Da quel momento è cominciata la mia storia e quella della mia famiglia nel Biologico

  5. fabio roggoani

    20 March 2012 at 16:49

    ho saputo solo ora.
    una splendida grande persona, mi dispiace davvero molto
    un abbraccio a chi lo amava