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Cina, le nuove regole per internet e la censura a Weiwei

19 March 2012versione stampabile

In questi giorni sono entrate in vigore le nuove regole per i ‘microblogger’  cinesi: tutti quelli che usano i blog devono registrarsi con il loro vero nome e non con dei nickname. Tra le prime ‘vittime’ illustri di questo provvedimenti c’è l’artista e dissidente Ai Weiwei.

Dopo essersi registrato con il numero della sua tessera sanitaria, Weiwei ha visto il suo blog scomparire nel giro di un paio d’ore. L’artista era stato già arrestato una volta, l’anno scorso, e la sua permanenza in carcere è durata addirittura tre mesi. Weiwei aveva 131mila ‘seguaci’ virtuali e le sue opinioni erano molto discusse in giro per la rete.

I ‘microblog’, una sorta di twitter cinese, è usato da circa 300milioni di persone. Il portale Sina.com prevede che circa il 60 percento dei suoi iscritti si adeguerà alle nuove direttive. Il governo ha affermato che queste regole serviranno, principalmente, a combattere la pornografia e che le voci di allarmistiche sulla repressione del dissenso sono del tutto infondate.