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Cina, mai dire “Ferrari”

20 March 2012versione stampabile

Nelle ultime ore, la rossa di Maranello è scomparsa dai microblog del Celeste Impero. Digitate “Fǎlā lì” (“Ferrari” in cinese, 法拉利) su Weibo, e la pagina crollerà, nonostante l’auto sia ormai uno status-symbol per i super ricchi che proliferano in Cina.

Il punto è che proprio uno di questi, un “principino”, si è schiantato con la sua rossa fiammante contro un ponte di Pechino l’altra notte alle 4 circa. E’ morto, e le due ragazze che erano con lui sono rimaste ferite.
Da subito, sui microblog hanno cominciato a proliferare le indiscrezioni sull’identità del giovane al volante.

Pare si tratti del figlio di Jia Qinglin, numero 4 del potere cinese. Si attende (forse invano) conferma. Jia è presidente della Conferenza politica consultiva del popolo cinese – l’organismo che rappresenta diversi partiti politici sotto la tutela di quello comunista –  e ha altre cariche per lo più rappresentative. Ma è comunque uno dei pezzi grossi.

Quello del “principino” (così sono chiamati gli eredi dell'”aristocrazia rossa”) che combina il pasticcio, con il corollario dell’ostentazione di ricchezza non si sa quanto meritata,  è il tipico avvenimento fatto per esacerbare le tensioni sociali che percorrono la Cina contemporanea.
Tutto cominciò nell’ottobre 2010, quando un pirata della strada cercò di fuggire subito dopo avere travolto e ucciso una giovane studentessa, figlia di contadini poveri. Era un 22enne ubriaco che, quando fu fermato dalla polizia, non trovò niente di meglio che dire: “Mio padre è Li Gang!” (vicecapo della polizia e alto funzionario della propaganda).
Da allora, nel vocabolario politico-sociale cinese (un testo in costante evoluzione), “mio padre è Li Gang” è diventata la locuzione imbevuta di dark humor che designa chi, in virtù dei propri privilegi, cerca di sottrarsi alle responsabilità.
(g.b.)

One Response to Cina, mai dire “Ferrari”

  1. Ivan Guillaume Cosenza

    20 March 2012 at 15:18

    Con tutto il rispetto per il vostro impegno questa non mi sembra questa grande notizia. Anzi, credo che queste “indiscrezioni” servano a esasperare ulteriormente il clima di tensione che c’è tra un paese in costante (seppur lento) miglioramento come la Cina e le opposizioni composte da minoranze e giovani a volte politicamente inesperti, a volte imbambolati dal culto del consumismo made in USA. La Ferrari in confronto mi sembra poca cosa, e non pensiamo che Google non sia filtrato anche da noi. Questo discorso vale in modo simile anche quando si parla negativamente di Iran, Cuba, Venezuela, Korea del Nord, Russia e ogni paese che si assuma la “colpa” di gestirsi con una politica economica/energetica pienamente sovrana. Saluti.