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Pesce, collezione primavera/estate

21 March 2012versione stampabile

 

 

Le zucchine, presunte indispensabili di ormai qualsiasi ricetta, hanno vita a dir poco eterna su molte tavole, facendo dimenticare ai più che sono invece abbondanti protagoniste dell’orto estivo.

Senza dare quindi per scontato che tutti sappiano quali sono gli ortaggi e i frutti di stagione (per molti non solo una moda, ma una questione di gusto), va sottolineato che qualcosa di simile accade nel mondo ittico. Qui, tonno, salmone e pesce spada regnano protagonisti (anche se i vantaggi di questo primato sono ben pochi), tutto l’anno e a dispetto di altre specie altrettanto saporite.

Ma anche i pesci hanno una loro stagionalità, un ciclo riguardante i caratteri nutrizionali e organolettici, legato alle trasformazioni a cui ogni singolo animale va incontro in relazione al ciclo riproduttivo e all’età. Chiedere il pesce di stagione, consente uno sfruttamento più equilibrato delle risorse, aiuta i pescatori a pescare prodotti spesso abbondanti ma non sufficientemente apprezzati (e conosciuti) dai consumatori. Allo stesso tempo consente a quest’ultimo di orientarsi su un prodotto locale, di qualità e offerto quasi sempre ad un prezzo contenuto. Il pesce di stagione, infatti, è pescato in mari più vicini (senza farne viaggiare altri per migliaia di km) e ha più probabilità di essere venduto ancora fresco. Ovviamente alcuni prodotti ittici sono abbondanti per lunghi periodi e la stagionalità di ogni specie varia anche in base alla località. Ecco alcuni esempi per orientarsi nell’acquisto:

Primavera: sugarello, sgombro, branzino/spigola, sarago, leccia, palamita, pagello, seppia.

Estate: sugarello, sogliola, orata, ricciola, branzino/spigola, sarago, sardina, alice, cozza.

Autunno: alalunga, branzino/spigola, triglia, rombo chiodato, gallinella, lampuga, sogliola, vongola verace, ricciola.

Inverno: alice, triglia, sardina, ricciola, pagello, pescatrice, palamita, sgombro, rombo chiodato, polpo, seppia, lampuga, gallinella, vongola verace, ostriche.

I più distratti, possono provare a ricordare almeno il numero che indica la provenienza dei pesci del Mediterraneo, il numero 37. Questo è un codice definito dalla Fao per indicare il mare in cui il pesce è stato pescato. Secondo la legge europea, sull’etichetta deve essere infatti indicato: la denominazione commerciale della specie; il metodo di produzione (pesca o allevamento); la zona di cattura (es. 37) per il pescato, mentre per il pesce allevato deve essere specificato il Paese di provenienza; il prezzo di vendita (Kg) riferito al peso netto. Et voilà, la spesa è servita.