home » esteri » asia e pacifico » Cina, la guerra delle carote e dei pomodori

Cina, la guerra delle carote e dei pomodori

23 March 2012versione stampabile

E’ sempre più un mistero quello che sta accadendo in questi giorni ai vertici del Partito Comunista Cinese. Zhou Yongkang, il capo dei servizi di sicurezza, dato per caduto in disgrazia solo l’altroieri, è riapparso oggi sulla tv di stato mentre riceveva il ministro degli Esteri indonesiano.

Dato il silenzio dei media ufficiali, secondo alcune indiscrezioni rimbalzate in Rete, Zhou sarebbe stato vicino a Bo Xiliai, leader del Pcc a Chongqing, nel suo tentativo di imporre una svolta neo-maoista al Partito. Idea che, però, non è piaciuta ai vertici, tanto che una settimana fa Bo è stato silurato, a seguito della fuga del suo principale collaboratore, Wang Lijun, che a febbraio si era rifugiato per alcune ore dentro l’ambasciata americana di Chengdu, per poi uscire “di sua spontanea volontà”.

La complicata vicenda, la cui portata è ancora tutta da scoprire, arriva in vista del diciottesimo congresso del Partito, che si terrà in autunno, durante il quale dovrebbe avvenire il passaggio delle consegne dalla ‘vecchia’ dirigenza a una ‘nuova generazione’.

Su Weibo, il Twitter cinese, si legge che “la XVIII guerra degli strappi ha un vincitore. È la squadra del dragone, guidata dal Carota e dal suo compagno, il Teletubby […]. La squadra degli spaghetti istantanei guidata dal Maestro Kang è stata sconfitta perché hanno perso Pomodoro, un elemento fondamentale”.

Questo messaggio, all’apparenza incomprensibile, viene spiegato da Cecilia Attanasio Ghezzi, del Fatto Quotidiano. “Carota in cinese si dice huluobo – scrive la giornalista -, e il primo carattere è lo stesso del cognome del presidente Hu Jintao. Teletubby, tianxianbaobao, condivide gli ultimi due caratteri con il nome del premier Wen Jiabao. Maestro Kang è una popolare marca di spaghetti istantanei, ma kang è anche l’ultimo carattere del potente  Zhou Yongkang che ha avuto l’ardire – forse – di appoggiare Bo Xilai. Quest’ultimo fino al mese scorso era famoso soprattutto per aver trasformato la megalopoli di Chongqing nella Nuova città rossa, Xinhongshi. Niente di più simile a un pomodoro, xihongshi. E gli spaghetti senza pomodoro, si sa, non sono destinati ad avere successo”.

Per aggirare la censura, i netizen cinesi usano queste metafore. Segno di un mondo vivace, non in linea con i tentativi di “armonizzazione” del potere politico. Quanto all’attendibilità dei contenuti, è tutto un altro discorso.