home » esteri » asia e pacifico » Cina, il cadavere inglese

Cina, il cadavere inglese

27 March 2012versione stampabile

Gabriele Battaglia

Si complica con una sottotrama occidentale la vicenda di Bo Xilai, il leader del partito comunista di Chongqing caduto in disgrazia: se fossimo in un romanzo, ci troveremmo ormai tra le mani un giallo con venature fantapolitiche che va trasformandosi in una spy-story.

Secondo il Wall Street Journal, Londra ha chiesto infatti al governo cinese di avviare un’indagine sulla morte di un cittadino britannico, lo scorso novembre, proprio a Chongqing. Si chiamava Neil Heywood, era sulla cinquantina, e fu trovato morto nella stanza d’albergo che occupava. Le autorità locali attribuirono velocemente il decesso a “consumo eccessivo di alcol”, e il corpo fu cremato senza autopsia. Ma amici e conoscenti di Heywood, che lo qualificano come “uomo d’affari e consulente indipendente”, sostengono fosse astemio. L’uomo aveva precedentemente rivelato loro di essere in contatto stretto con la famiglia di Bo Xilai, probabilmente grazie alla propria moglie cinese, originaria della città di Dalian e ivi residente nel periodo in cui Bo Xilai ne fu sindaco, tra il 1993 e il 2001. Esibendo questi contatti privilegiati, Heywood sosteneva di poter organizzare incontri d’affari e procurare offerte di lavoro a Chongqing.

Chi era mister Heywood? Un uomo d’affari o altro?
Sicuramente non un millantatore con tante cariche più o meno inventate sul biglietto da visita (secondo costume cinese). È lo stesso portavoce della famiglia Bo – per altro anonimo – a confermare al Financial Times i legami tra il clan di Chongqing e il britannico, che aveva studiato a Harrow, lo stesso college inglese di Bo Guagua, figlio di Bo Xilai, con il quale la scorsa estate aveva organizzato una gita in barca.
L’uomo d’affari aveva lavorato come direttore non esecutivo per il concessionario cinese della Aston Martin britannica, la quale precisa però che l’uomo non fosse un proprio diretto dipendente e non avesse comunque mai lavorato a Chongqing.
L’ambasciata britannica, da parte sua, sostiene di non essere al corrente di un eventuale impiego di Heywood presso il governo di sua maestà, almeno nel recente passato.
Quanto alla famiglia del defunto, riferisce di non avere mai espresso riserve su come le autorità cinesi hanno gestito la sua morte.

Il Wall Street Journal avrebbe però appreso da fonti riservate che la fuga di Wang Lijun – l’ex braccio destro di Bo Xilai che cercando asilo nel consolato Usa di Chengdu ha innescato il caso che ha portato alla rimozione del leader di Chongqing – sarebbe da mettersi in relazione con la morte di Heywood.
Prima di fuggire, Wang avrebbe infatti litigato violentemente con Bo dopo avergli comunicato la propria convinzione che il britannico fosse stato avvelenato. Heywood era infatti in affari con Gu Kailai, seconda moglie di Bo Xilai, con la quale aveva in corso una disputa. Nel consolato Usa, Wang avrebbe cominciato a spifferare la sua verità sul caso Heywood, ma i funzionari statunitensi, impauriti dalle implicazioni internazionali del caso, lo rispedirono al mittente, o quasi: non venne infatti preso in consegna dalla polizia di Chongqing, bensì dagli agenti speciali inviati da Pechino. Era il 6 febbraio; il 14 marzo, Bo Xilai viene epurato.