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Solidarietà a Caselli

27 March 2012versione stampabile

Intanto, la notizia. Oggi pomeriggio Giancarlo Caselli, procuratore della Repubblica di Torino, magistrato antimafia a cui Berlusconi impedì, con una delle sue leggi ad personam (in quel caso un emendamento ad personam e ad amīcīs) di diventare procuratore nazionale antimafia, doveva tenere una conferenza nella sala Alessi di Palazzo Marino su un tema non di poco conto: “la legalità difficile”.

Un gruppetto di appartenenti al centro sociale Cantiere (di quelli che son sempre pronti a prendere in mano qualsiasi bandiera purché “antagoninsta”) ha deciso di fare una dimostrazione “di forza” che li ha premiati in visibilità: sono entrati a palazzo Marino e hanno occupato la sala. Questa volta con in mano le bandiere dei No Tav.

Ora, Giancarlo Caselli, o meglio la procura di Torino di cui lui è a capo, ha indagato sui No Tav. E ha indagato, a nostro giudizio, decisamente a senso unico. Lo avevo già scritto, in tempi non sospetti, e dirglielo non è sbagliato.

Ma Giancarlo Caselli non è solo il capo della Procura di Torino, è anche uno dei simboli di una Italia diversa, fatta di gente perbene, onesta, che crede in quel che fa e in quel che dice. E che soprattutto è coerente nel dire e nel fare. Il che non vuole dire che necessariamente è infallibile, ma rappresenta, insieme a pochi altri, l’Italia di cui ci sarebbe un gran bisogno.

Impedire a chiunque rientri nell’arco costituzionale di tenere una conferenza è comunque e sempre sbagliato. Impedire a Giancarlo Caselli di parlare di un tema tanto importante come quello della legalità difficile non è solo sbagliato, è anche da fessi. Perché si passa immediatamente dalla parte del torto. E non solo nella sostanza, ma anche nella forma. E si fa il gioco di chi dice che chiunque sia contro la tav è contro la legalità, contro la giustizia, contro la democrazia.

Ho tanto da dire a Giancarlo Caselli sulla vicenda tav e notav, e quando lo incontrerò non avrò peli sulla lingua. Ma non è certo con questi gesti buoni solo a portare visibilità (ma che brutta, questa visibilità) che si possono ottenere vantaggi per chi combatte con passione e razionalità contro un’opera assurda come la Tav. Non è con la prevaricazione furbetta che si fa politica. Quello, è il lingaggio che vorremmo scomparisse per sempre con il suo inventore, l’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi e con i suoi imitatori, quei politici della “seconda repubblica” che, come diceva un mio grande amico afgano, sono bisior hisnakes: molto serpenti. Parlano con lingua biforcuta e si impegnano per un apparente obiettivo avendone bene in mente un altro: il proprio tornaconto personale.

Oggi, quindi, tutta la mia solidarietà a Caselli.

 

43 Responses to Solidarietà a Caselli

  1. Matteo

    27 March 2012 at 16:42

    La mia solidarietà va a tutti i condannati che hanno difeso la valsusa dall’occupazione militare. Questa levata di scudi nei confronti di Caselli può anche essere comprensibile, ma c’è da aspettarselo che quando un magistrato arresta (a mio parere ingiustamente) delle persone ci sia una reazione. Vorrei ricordare che ci sono delle persone in gattabuia, e la violenza che subiscono loro non è assolutamente paragonabile a l’impedire una conferenza.

    • Maso Notarianni

      27 March 2012 at 16:46

      Non ho letto le carte che hanno portato agli arresti. Immagino nemmeno Lei. La mia solidarietà va a chi subisce ingiustizie e soprusi. A chiunque, sia un arrestato ingiustamente, sia un abitante della Valsusa che si vede le ruspe smembrare la propria terra, sia un italiano che si vede buttati via i soldi delle sue tasse (che potrebbero essere ben spesi in altro), sia un magistrato coraggioso come Caselli cui viene impedito di parlare.
      E se così non fosse, la mia solidarietà sarebbe pelosa e strumentale.

  2. Loredana

    27 March 2012 at 16:44

    Giancarlo Caselli è davvero il tipo di persona di cui l’Italia ha bisogno, impedirgli di parlare di legalità, significa che non se ne comprende l’importanza: l’ennesima occasione persa. Solidarietà e riconoscenza a Caselli.

  3. lorenzo

    27 March 2012 at 17:15

    Ma anche no. Caselli è, per usare un eufemismo, un tristo figuro della politica italiana. Si, scrivo politica, e non magistratura, perché è oramai chiaro che l’autonomia dei poteri è una mera costruzione ideologica. Caselli ha sempre risposto, fin dagli albori della sua carriera, a quel disegno egemonico del PCI, che vistosi impossibilitato a fare la rivoluzione, a causa di eventi geopolitici da un lato dell’imbecillità dei suoi vertici dall’altro, scelse di entrare nei gangli del sistema di potere italiano. E lo fece da un lato con il suo apparato imprenditoriale, le coop rosse, e dall’altro con l’entrismo in magistratura (usando Magistratura Democratica). Per mantenere il controllo sulla sua classe sociale di riferimento utilizzò pienamente la CGIL, organo di trasmissione tra partito e classe, che nega l’autonomia e l’autorganizzazione degli oppressi nella migliore tradizione leninista-gramsciana. Orbene, il signor Caselli, iniziò la sua brillante carriera con l’antiterrorismo di fine anni ’70, quel mostro policefalo che, sfruttando il cretinismo lottarmatista, stroncò i movimenti sociali che si autorganizzavano alla sinistra del PCI. In cambio di questo utile servizio il PCI entrò appieno nella “stanza dei bottoni”. Poco importa che Caselli sia stato in seguito santificato per via della lotta alla mafia. D’altra parte di questa santificazione ne hanno beneficiato anche personaggi del calibro del generale Dalla Chiesa, personaggio che non disdegnava l’uso di interrogatori energici per estorcere confessioni, spesso finte e gonfiate, ai sospetti di terrorismo. E queste vere e proprie torture avvenivano grazie alla collaborazione delle varie procure che chiudevano due occhi sui maltrattamenti mentre usavano in modo spropositato la carcerazione preventiva su centinaia di persone poi dimostratesi estranee al lottarmatismo. È questo il tuo eroe Caselli.
    Caselli non rappresenta le persone oneste. Caselli rappresenta dei precisi interessi economici e politici: quelli del PD e di una parte del capitale industriale-finanziario italiano.
    Senza parlare, poi, della montatura “Lupi Grigi” ai danni degli anarchici torinesi e dei NoTav a fine anni ’90. Montatura che vide la morte di due ragazzi innocenti in carcere (ma anche se fossero stati colpevoli poco sarebbe cambiato) e un’altra persone passare quattro anni nelle amate galere, per poi essere assolto dalle accuse di terrorismo. Caselli non condusse quell’inchiesta, all’epoca era a Palermo, ma lui sapeva benissimo cosa stava facendo il suo compagno di merende Laudi, altro losco figuro che si scoprì in seguito essere coinvolto in calciopoli. Belli questi magistrati, eh?
    Ma tanto basta che si siano occupati della sacrosanta lotta alla mafia o che stiano antipatici a quell’altro lestofante di Arcore per vedere tutte le loro malefatte cancellate con un colpo di spugna.
    Che poi verrebbe anche da chiedersi se la serrata lotta alla mafia abbia davvero lo scopo di cancellare la mafia stessa o se sia solamente l’ennessima lotta tesa a riequilibrare i rapporti di forza tra due poteri, quello dello stato democratico-liberale e quello pre-statale della mafia che hanno dimostrato di essere simbiotici tra di loro. Tanto poi gli accordi vengono presi sulla pelle degli sfruttati.
    Pensare che saranno personaggi come Caselli o Violante o Borsellino a risolvere il problema della mafia è da illusi. È da illusi perchè comunque rispondono ad interessi superiori. È da illusi perchè l’unico modo per sconfiggere un dominio non è sostituirlo con un altro dominio, ma eliminarlo e sostituirlo con la reale autorganizzazione collettiva e con autonomia dei singoli. La lotta alle barbarie di mafie, capitalismo e stato o saranno lotte sociali, spontanee, dal basso, oppure non saranno.
    E per inciso: io rivendico il mio essere contro la legalità, contro la vostra giustizia borghese, contro la vostra democrazia rappresentativa. Io sono per la giustizia sociale, quella non vuole sfruttati e sfruttatori. Io sono per la democrazia diretta, quella che elimina i vari poteri, statali o mafiosi poco importa. Perchè io non ho neanche 25 anni e so che non troverò lavoro, se non lavoracci precari. Perchè i miei genitori non sanno quando andranno in pensione. Perchè vedo la gente intorno a me massacrata dalle misure economiche dai vari governi. Perchè vedo i resistenti della Val di Susa attaccati da uno stato che, oramai, non li rappresenta più. Perchè leggo articoli come questo, che sono una palese presa per i fondelli.

    • Sara

      27 March 2012 at 20:44

      Toh, un nichilista.

      • lorenzo

        28 March 2012 at 01:15

        guarda, potrei scriverti qualche cartella sulla questione del nichilismo. sono certo che tu sappia che c’è una certa differenza tra il nichilismo passivo, che cade nell’anomia e nella cinica accettazione del presente, e il nichilismo attivo che fa sua la consapevolezza della costruzione della metafisica sul vuoto e tende al suo superamento. ecco, se vuoi, io, da anarchico, posso anche essere definito nichilista, dato che sono conscio che le teorie occidentali, dal cristianesimo alla dialettica, sono costruire sul nulla spacciato per naturale e che voglio superare questo stato, costruendo una pratica ed una teoria pluralista, radicale e critica, che sappia superare l’impasse della dialettica democrazia rappresentativa/dittatura autocratica.

        • Sara

          28 March 2012 at 09:36

          Ti prego no, sii buono, ti credo, sono più che sicura che con le parole sei bravissimo.

          • Gio

            28 March 2012 at 12:55

            Scusatemi, non tanto per dare ragione a lorenzo, ma mi sembra che nel manifesto di emergency si parlasse di GIUSTIZIA SOCIALE e non venisse riportata neanche una volta la parola LEGALITA’.
            Il commento di lorenzo mi sembra giustissimo e motivato, mi stupisce piu’ che altro l’articolo di maso.
            Dare solidarieta’ a senso unico, senza chiedersi il perche’ del dissenso, e’ sinceramente un comportamento che definirei poco professionale.
            Basta soltanto approfondire questa vicenda http://www.nuovasocieta.it/editoriali/item/31929-tobia-imperato-uno-sciopero-della-fame-no-tav-tra-lindifferenza-dei-media.html per capire e’ alquanto inopportuno dare solidarieta’ a caselli.

            ps: maso, ti consiglio di leggerti anche le “scarpe dei suicidi”, che forse non sono cosi convinto che tu conosca bene la differenza tra giustizia sociale e legalita’

          • Maso Notarianni

            28 March 2012 at 13:02

            Caro lorenzo, nessuno da solidarietà a senso unico. E il tuo pensarlo mi fa dire che sei carico di pregiudizi. Nessuno come PeaceReporter prima e E – il mensile online poi si è occupato tanto di Notav e in modo così obiettivo analizzando i motivi del dissenso e dando voce ai tanti che sulla tav dissentono, da Mercalli a Zucchetti al Centro pacis di Torino a tanti altri. E se avessi almeno letto il mio pezzo e il link in esso contenuto, avresti visto che non poco tempo fa avevo scritto una “lettera aperta” a Giancarlo Caselli a questo riguardo.
            Se devo essere sincero, sono anche un po’ stanco di rispondere a tutte queste critiche che sono clamorosamente “a priori” e pregiudiziali, proprio perché prescindono dalla linea che da sempre teniamo sulla questione Tav/Notav.
            Quanto alla giustizia sociale di cui si parla sul Manifesto di Emergency, non la si può costruire prescindendo dalla questione della legalità, ovviamente. Perché l’illegale, per definizione, sottrae risorse al bene comune, altrimenti non ci sarebbe stato nella storia il bisogno di darsi delle regole.

          • Gio

            28 March 2012 at 17:52

            Guarda maso, che la linea del vostro giornale la conosco.
            Ma qui non si sta accusando e-ilmensile ma questo articolo.
            Cio’ che e’ stato gravissimo, non e’ l’azione dei ragazzi di cantiere, ma il fatto che Caselli parli di legalita’ quando lui, nella piu’ completa illegalita’, non blocca per vie legali l’opera della tav(dato che ci sono 1000 ragioni: infiltrazioni mafiose, disastro ambientale, ordine pubblico, salute). Quello e’ il vero scandalo che non mi fa accettare le seguenti parole

            “Ma Giancarlo Caselli non è solo il capo della Procura di Torino, è anche uno dei simboli di una Italia diversa, fatta di gente perbene, onesta, che crede in quel che fa e in quel che dice. E che soprattutto è coerente nel dire e nel fare.”

            Se quello che dici fosse vero, sarebbe lui il primo a fermarla. Ma in realta’, come vedi lui ferma altri…

  4. lorenzo

    27 March 2012 at 17:32

    cos’è, il mio commento su caselli è troppo lungo e articolato per essere degno dell’approvazione sul vs sito?

    • Maso Notarianni

      27 March 2012 at 18:56

      no, non è troppo lungo. e vorrei approvarlo, perché è anche interessante e in molte parti corretto. Ma i toni non sono quelli da discussioni, bensì da scambio di insulti. Se lo rivedi, lo pubblichiamo molto volentieri.

    • Maso Notarianni

      27 March 2012 at 18:57

      p.s. peraltro, sarebbe più corretto firmare con una mail reale e non con una mail farlocca…

      • lorenzo

        28 March 2012 at 01:07

        no, guarda, la mail ottimismo@anche.no esiste realmente. prova a mandarmi una mail e ti rispondo. ti dirò di più: il dominio anche.no è di proprietà di autistici/inventati, associazione e fornitore di servizi web che si batte da anni per le libertà digitali. il .no è il top level domain norvegese. basta un semplice whois, tra l’altro, per verificare che un dominio sia esistente. il tono è da discussione accesa, se avessi voluto passare all’insulto avrei usato ben altri toni.

        • Maso Notarianni

          28 March 2012 at 01:19

          Allora chiedo venia.

    • liliana

      27 March 2012 at 21:18

      no,solo che penso tu te la prenda con la persona sbagliata.

  5. Roberta

    27 March 2012 at 17:34

    in teoria sono d’accordo. nella pratica la questione mi pare più complessa. le azioni violente spesso – non sempre – nascono perchè le altre azioni, quelle non violente, rimangono inascoltate, o addirittura soffocate.
    se i notav avessero la giusta visibilità, se venissero ascoltati come meritano di essere ascoltati, se non venissero sbeffeggiati quotidianamente sui giornali e malmenati quotidianamente nelle strade forse – e ripeto forse – non ricorrerebbero a queste azioni.
    e se lo facessero, allora sarei d’accordo al 100%.

  6. enzo marchionni

    27 March 2012 at 18:47

    ho rispetto e stima per chi ha “odore” di giustizia, per chi parla di giustizia.

  7. Que se vayan todos

    27 March 2012 at 18:55

    Caro Maso in attesa che tu ci spieghi come è giusto contestare e come no.
    In attesa che impari la buona educazione (questo attacco viscido e impolitico al Cantiere).
    Non ci rimane che scendere in piazza ed apprezzare che, persino sul tuo blog (che non è certo frequentato da gente a te ostile) in diversi sono stupiti dall’assurdità delle cose che scrivi.
    E’ proprio questa attitudine a dare lezioni di democrazia che impedisce al ceto politico della sinistra di parlare con chiunque si ribelli nel paese da molti molti anni.

    Un saluto.

    • Maso Notarianni

      27 March 2012 at 19:24

      Io non voglio spegare nulla a nessuno. Ma voglio dire la mia, come voglio che Giancarlo Caselli possa fare altrettanto.
      Viscido, caro Leon, te lo tieni per te. E a mio giudizio impolitico è il gesto del cantiere.
      Lungi da me dare lezioni di democrazia, che non so nemmeno se sia un regime che mi convince. E lungi da me, ma molto, proprio il ceto politico. Sia di sinistra che di destra. Lungi da me tutti i ceti, anzi. Politici o prepolitici, sempre ceti rimangono. Quanto alla ribellione, c’è per fortuna una ribellione molto più seria delle messe in scena che, sempre, il potere utilizza per smorzare sul nascere ogni movimento.
      Un saluto a te.

  8. Cora

    27 March 2012 at 18:58

    Troppo partigiano il mio commento per essere pubblicato???

    • Maso Notarianni

      27 March 2012 at 19:16

      No, non ci piacciono gli insulti. E caprone è un insulto

  9. Cora

    27 March 2012 at 19:24

    Caprone è un insulto?? un pò come pecorella??? e derubare i cittadini della loro terra non è un isulto alla democrazia??? e non accorgersi che le forze dell’ordine lanciano pietre e picchiano manifestanti con mazze e legni non di ordinanza non è un insulto alla giustizia???
    Gentilmente mi chiarisci il significato di insulto?

    • Maso Notarianni

      27 March 2012 at 19:48

      Per il significato di insulto ti rimando ad un vocabolario. Per il resto, ti invito a leggere meglio le cose che abbiamo scritto sulla vicenda Tav e Notav, certo che troveri tutto quello che serve per farti capire che a noi la Tav non piace, non ci piace chi ruba la terra, non ci piace chi lucra sulle spalle degli italiani. Così come non ci piacciono i poliziotti o i carabinieri che pestano la gente. Così come non ci piace nessuno che utilizza la violenza.

  10. Cora

    27 March 2012 at 20:03

    perdonami ma non riesco proprio a capire… chi usa violenza??? dei ragazzi che entrano a volto scoperto con bandiere e striscioni a palazzo marino? sono questi i violenti?? secondo me è solo espressione di dissenso, però forse sbaglio io! perchè caselli non è entrato in quella sala con i contestatori (arrivati prima) invece di aspettare che la polizia li sbattesse fuori in modo violento e si vede dai video di repubblica e il corriere online? perchè invece si preferisce un tacito consenso? Io ho letto molto bene la lettere del cantiere nella quale si ricordano episodi come il 25 aprile di alcuni anni fa in cui l’Anpi ha fatto schierare le forze dell’ordine per far in modo che Podestà non venisse contestato… vedo una certa somiglianza tra i due episodi e non mi sembrano grandi esempi di dialogo e democrazia.

  11. Sara

    27 March 2012 at 20:18

    Due anni fa, durante la giornata di Libera a Milano, un gruppetto di forza nuova ha fatto “irruzione” al circolo della stampa, impedendo per qualche minuto l’avvio di uno degli incontri previsti a corredo della manifestazione. Lo so perchè ero là. Ora ditemi, vi prego, la differenza tra quelli e questi. Ditemi la differenza tra gente che solitamente tacciamo di ignoranza e brutalità e questi qua che vomitano fango e merda addosso al procuratore Caselli, che è un galantuomo che ha messo il proprio lavoro al servizio del Paese, la propria vita a rischio quotidiano. L’ho scritto su Twitter, per quel che può servire, e per quel che può servire lo riscrivo qua: finchè i NOTAV non prenderanno le distanze da questi soggetti avranno tutto il mio disprezzo. Io sto con Caselli.

    • Rebel

      27 March 2012 at 23:26

      Fai pure cara Sara, se pur di difendere il tuo caro servetto Caselli permetti che vengano regalati alla malavita i TUOI soldi (a meno che tu non evada) e sei contenta…. Beata te!

      • Sara

        28 March 2012 at 09:50

        Forse non ci siamo capiti, tizio che si autodefinisce “Rebel”. Condivido in tutto e per tutto le ragioni notav, e so perfettamente quali sono le implicazioni ambientali, economiche, politiche, sociali e criminali del progetto. Ma condivido in tutto e per tutto il rispetto per la legalità, per me non esistono due pesi e due misure: un atteggiamento (vogliamo parlare di reato?) che condanno se proveniente da destra, lo condanno anche se proveniente “da sinistra”. E, soprattutto, trovo rivoltante (anche perchè, questo sì, fa il gioco dei mafiosi) che si dia del mafioso a uno come Caselli: per la sua storia, e per la mia.

        • Gio

          28 March 2012 at 13:04

          Scusami Sara,
          ma perche’ vi riempite la bocca di legalita’???
          Vuoi capire che non si puo’ alzare il muro della legalita’ per giustificare un comportamento corretto da uno sbagliato.
          Se la legalita’ diventa un valore assoluto tipo equazione matematica allora anche tutte le guerre che l’italia sta facendo sono legali. Allora tutta la svendita di diritti sono legali, basta che si faccia una legge e tutto cio’ che combattiamo diventa legale, contraddicendo i nostri ideali di pace e di giustizia.

          Ripeto! Il manifesto di emergency parlava di giustizia sociale non di legalita’, oppure e’ stato cambiato?

          • Sara

            28 March 2012 at 13:38

            “Ci” riempiamo la bocca? “Ci” chi? Chi saremmo “noi”? E chi sareste “voi”? E perchè non “vi” riempite anche “voi” la bocca di legalità? Cosa intendi tu per legalità? Quel che ti fa comodo? E per illegalità? Ciò che non ti piace? Su cosa basi la tua vita? Io ho dei principi, che tu puoi condividere o meno, ma qui mi pare che la questione si stia arenando in chi-ha-ragione vs chi-ha-torto; tu sei convinto di avere ragione: bene, anch’io. Come la risolviamo?
            Ma a me, sinceramente, non interessa risolverla. Tu hai le tue idee, e non sta a me cercare di cambiarle. Mi limito ad esprimere le mie. “Voi” ritenete giusto dare del mafioso a Caselli? Fate pure. “Io” ho il pieno diritto di dire che non sapete di che parlate, e che mi fate schifo.

  12. Que se vayan

    27 March 2012 at 21:17

    Mi colpisce sempre la superficialità…. vomitano merda addosso??? qualsiasi bandiera purché “antagoninsta”??? ma che scrivete?
    Citare la fonte? Forse questa lettera aperta?
    http://cantiere.org/art-03598/lettera-aperta-alla-citta-di-milano-chi-usa-la-memoria-dei-partigiani-di-ieri-contro-i-partigiani-di-oggi-avete-mai-visto-un-vento-che-trasporta-ferrovie.html

    Ricordo un articolo del Giornale, diceva proprio il Cantiere che appoggia tutte le cause… il concetto era simile, ma espresso piuì educatamente.

    Un nuovo saluto, poi abbandono, il lavoro incombe su vari fronti, inutile sclerotizzare discussioni online, soprattutto se rischiano di trasformarsi in battibecchi personali.

    P.S. Era buona educazione per esempio anche rispettare il mio anonimato, peraltro disarmato visto che ti ho scritto la mia mail. Era un fatto di stile e rispetto per un modo di vivere la politica sempre collettivo. Altrimenti non ricordo di essermi tirato indietro, o nascosto nè di fronte ad una telecamera, ad un confronto o ad un cazzotto secco di un carabiniere.

    Che la notte vi porti consiglio, a me porta attacchinaggio… a presto.

    • Maso Notarianni

      28 March 2012 at 09:47

      Chiedoscusa per la violazione dell’anonimato. Che non mi piace per nulla, se non ha una ragione reale, ma che rispetto. E’ stato involontario.
      Vorrei solo che si riflettesse su una cosa in più: se tutti, ma proprio tutti ti contestano una modalità di azione politica, non necessariamente vuol dire che hai torto. Ma vuol dire che hai sbagliato a comunicare e tue ragioni che vengono messe in secondo piano o dell tutto ignorate. E quindi, comunque, perdi.

  13. liliana

    27 March 2012 at 21:25

    sono daccordo con Sara, occorre prendere le distanze dai violenti. Occorre sempre e cpmunque,è un gesto di civiltà e di civiltà Caselli è un esempio. Sarei grata a tutti se ci ricordassimo che rischiare la vita per il proprio paese e per la giustizia non è un esercizio di linguistica condotto su un blog ma un gesto di coerenza che merita il rispetto di tutti.

  14. Rebel

    27 March 2012 at 23:23

    Non sono il primo a lamentarmi della censura dei commenti… cos’è, vi preoccupate tanto per le libertà digitali dei cinesi e per la libertà d’opinione dei nordcoreani e poi fate peggio di loro?
    Emergency, che tristezza!! Notarianni, un po’ di onestà intellettuale… è grazie a voi, deprimenti moderati, che l’italia è in questo stato… avete distrutto la sinistra, ammorbandola di chiacchiere!

  15. Maso Notarianni

    28 March 2012 at 00:36

    Nessuno censura nulla, rebel. Ma questo è un luogo di civiltà, e gli insulti non sono civili, e quindi non sono ammessi.
    La moderazione, scusa, da cosa la misuri? Da chi le spara più o meno grosse? Ma per favore… Prima di dire sciocchezze, rifletti.

  16. Que se vayan Todos

    28 March 2012 at 10:40

    Non è affatto vero caro Maso.
    Se con tutti intendi l’arco costituzionale hai probabilmente ragione (al bar, ma anche in metropolitana lo chiamano in un altro modo: la casta). Ma se intendi uomini e donne in genere mi sembri fuori strada. Persino sul tuo blog (che non è frequentato da persone a te ostili) e sul fatto quotidiano, sono moltissimi, forse la maggioranza, i commenti che comprendono le ragioni dell’iniziativa. Figurati nel paese reale (comunque occupato in gran parte da altre necessità e già ampiamente sfiduciato nei confronti dell’arco costituzionale o casta che dir si voglia).
    Per fortuna il mondo è molto piu’ grande di come sembra dalle finestre degli uffici (soprattutto alcuni uffici), e lavorando ad Emergency penso che dovrai a tutti i costi essere d’accordo con me.

    A proposito di consensi e dissensi: la lettera delle sezioni Anpi di Bussoleno e Chianocco:
    http://www.notav.info/post/a-n-p-i-foresto-bussoleno-chianocco-considerazioni-sulle-dichiarazioni-del-presidente-della-n-p-i-carlo-smuraglia/

    • Maso Notarianni

      28 March 2012 at 11:45

      Con arco costituzionale intendo quello che si intendeva nella “prima repubblica”: tutti tranne i fascisti.
      Con tutti, invece, intendo i commenti che leggo ovunque sui giornali e in rete (nella rete esterna ai vostri uffici, perdonami la battuta ma è una battuta davvero). Io credo che chi vuole cambiare le cose debba avere bene in testa che una delle priorità è quella di costruire consenso, di farsi capire, di aprire quanti più dialoghi possibile. Perché se si ha ragione (o se si pensa di avere ragione) , non si dovrebbe avere paura del confronto, anzi lo si dovrebbe cercare ad ogni costo. Evitando di fare qualsiasi gesto che metta in secondo piano la sostanza rispetto alla forma.
      Tutto qui.

  17. lorenzo

    28 March 2012 at 12:51

    grande è la confusione sotto il cielo, ma la situazione non è eccellente. intanto ci sarebbe da discutere su che cosa si intende per reato e per legalità.
    sono termini di natura giudiziaria, da lì derivano. e quindi bisognerebbe chiedersi perchè dobbiamo usare la logica giudiziaria. a me, ad esempio, non piace. non perchè io ami il crimine, ma perchè la logica giudiziaria si trova su di un piano diverso rispetto al mio. a me del fatto che una persona commetta un reato, ovvero violi un articolo di legge, non interessa. mi interessa se le sue azioni danneggiano o meno altri individui in modo ingiusto. se lo fa agisco, individualmente e collettivamente, di conseguenza. e per fare questo non c’è bisogno di tribunali, basta usare il buon senso per bloccare il “crimine” e per togliere le sue eventuali cause sociali.
    la mitologia della legalità a cui siamo stati sottoposti negli ultimi anni ha avuto conseguenze devastati: ha permeato di una cultura della delega vasti strati della così detta società civile (termine in cui non credo, ma che utilizzerò per comodità) e ha creato quel pensiero dicotomico, degno della neolingua orwelliana, legale/illegale per cui ogni azione deve essere valutato secondo questo metro di giudizio. peccato che le unità di misura, se non andiamo nel campo delle costanti fisiche, siano convenzionali e non naturali. quindi bisogna chiedersi chi è che ha deciso che la legalità è il metro di misura delle azioni. e la risposta è semplice: chi fa le leggi. bhe, chi fa le leggi dovrebbe essere rappresentante del popolo, ma non è così, e non penso di dover citare malatesta o bakunin per spiegare il perchè non è così. quindi il potere legislativo risponde sostanzialmente ad altri soggetti. e qua si affossa il concetto di legalità come neutro metro di giudizio e la sua pretesa di essere naturale. e, per favore, non venitemi a dire che senza leggi ci ammazzeremmo tutti tra di noi: ci si ammazza già tra di noi, nonostante e anche grazie alle leggi. e molti di noi non penso abbiano bisogno dei dieci comandamenti o del codice penale o di hammurabi per capire che ammazzarsi non è cosa buona.
    ne consegue che per battere la mafia non serve caselli, serve organizzarsi per avere i rapporti di forza necessari per agire. e i rapporti di forza implicano sempre una forma di violenza. tra l’altro mi fa ridere leggere dichiarazioni di amore per la non violenza e per caselli nella stessa frase. caselli rappresenta lo stato e lo stato è organizzazione e riproduzione della violenza (monopolio legale della forza). quindi magari destrutturiamo l’altra dicotomia violenza/non violenza. la non violenza, storicamente non esiste se non come stuzzichevole teoria etica. nei fatti ha sempre ottenuti risultati minoritari. no, ghandi non ha ottenuto l’indipendenza dell’india con la non violenza. l’ha ottenuta per un’insieme di fattori tipici di fine anni ’40. in un qualsiasi libro di storia sulla decolonizzazione ve lo spiegheranno meglio di come possa fare io.
    e la contrapposizione violenza/non violenza a chi fa comodo alla fine? ai notav o a chi la tav la vuole? non mi risulta che venaus nel 2006 sia stata ripresa con un lancio di fiori. o che il tre luglio il segnale di resistenza popolare sia stato dato con lettere aperte.
    o, se vogliamo fare parallelismi, non mi risulta che i partigiani dessero caramelle ai fascisti. no, non sto dicendo di sparare, a scanso di equivoci. e non sto manco dicendo che tirare pietre e petardi sia la soluzione. sto dicendo che le lotti sociali non sono pranzi di gala e quindi bisogna sporcarsi le mani.

  18. lorenzo

    2 April 2012 at 02:38

    l’illegale sottrae risorse all’ente colpito dall’azione illegale. e questo lo fa anche un’azione legale. se il tanto decantato referendum sull’acqua non fosse stato vinto dai comitati una buona fetta del bene comune sarebbe finita in mano agli speculatori, nella più completa legalità. la legalità non è e non può essere metro di giudizio, per i motivi già detti in altro commento.
    comunque, siccome amo i commenti fino ad un certo punto, ho risposto in un modo più esaustivo, a mio parere, sulla questione caselli-tav-antimafia con un articolo che chi vorrà potrà leggere sul prossimo numero di umanità nova (settimanale anarchico) che uscirà il prossimo giovedì.

  19. lorenzo

    2 April 2012 at 02:39

    che, per il piacere degli archivisti, sarà il numero 13 dell’anno 92

  20. paolo

    2 April 2012 at 12:47

    Maso questa volta ti sei superato.
    20 ragazzi con bandiere sono un elemento di democrazia.
    100 carabinieri in tenuta antisommossa no.
    COn questo articolo ti sei avvicinato alla disinformazione dei media.
    Che trasformano una contestazione in un atto squadristico.
    Caselli parla sempre e comunque in tv, in procura, sui giornali nelle libreire e negli enti istituzionali.
    Invcece ai notav e a tutti querlli che si oppongono non viene dato spazio. In maniera seria. Nemmeno su questo giornale.
    per foruna che dovevate essere un media diverso.
    Sembrate la redazione milanese di repubblica su queste cose.
    Sarebbe bello che a un certo punto decidesse se siete per la legalità dello stato o per la legalità dei diritti.
    Visto che come la guerra ci ha insegnato sono cose diverse.

  21. Maso Notarianni

    2 April 2012 at 17:33

    La legalità dello Stato è – a mio parere – indispensabile alla legalità dei diritti. Così come la legalità dei diritti è indispensabile alla legalità dello Stato, Paolo.
    E per entrambe tutti noi abbiamo i dovere di batterci.
    “Questo articolo” non è un articolo, ma un post su un blog. Che rappresenta parzialmente (perché si occupa di una questione parziale) la mia opinione su tav-notav e pure quel che ha fatto e detto Giancarlo Caselli.
    Sulle quali cose, tutte e tre, abbiamo scritto decine di migliaia di battute, tutte critiche nei confronti della Tav. A Caselli ho scritto sullo stesso blog una lettera aperta contestandogli la parzialità delle indagini, che colpiscono i no tav e non le infiltrazioni criminali, e nemmeno le botte e i lacrimogeni ad altezza d’uomo dei carabinieri.
    Respingo al mittente, quindi, le tue accuse.
    E invito tutti, perché non posso ripetere sempre le stesse cose, a leggere tutto (alla lettera a Caselli c’è pure un link), prima di commentare.

  22. Gio

    27 April 2012 at 13:20