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Isole Malvinas, sei Nobel per la Pace si appellano a David Cameron

28 March 2012versione stampabile

Sei premi Nobel per la Pace hanno inviato una lettera al primo ministro britannico, David Cameron, affinché rispetti le risoluzioni delle Nazioni Unite e gli appelli della comunità internazionale a dialogare con l’Argentina per trovare una soluzione pacifica alla disputa sulla sovranità delle isole Malvinas o Falkland, in base alla denominazione inglese. Se così non sarà, precisano i Nobel, “si mette seriamente in pericolo la pace e la convivenza in questa parte del mondo”.

La missiva è datata 27 marzo ed è firmata dall’argentino Adolfo Pérez Esquivel (Nobel nel 1980), dalla guatemalteca Rigoberta Menchú (1992), dal sudafricano Desmond Tutu (1984), dalla nordirlandesa Mairead Corrigan Maguire (1976), dalla statunitense Jody Williams (1997) e dalla iraniana Shirin Ebadi (2003). Tutti chiedono a Cameron che rispetti la risoluzione 2065 che l’Assemblea generale ha approvato il 16 dicembre 1965 e che obbliga la Gran Bretagna e l’Argentina “a proseguire senza ulteriori indugi le negoziazioni raccomandate dal Comitatao speciale della decolonizzazione (…) al fine di trovare una soluzione pacifica alla disputa”, tenendo in conto degli interessi della popolazione delle isole.

Ma dopo che il Regno Unito non rispettò neppure una virgola di questa risoluzione, nel 1973 l’Onu emise un’altra risoluzione, la 3160, riconoscendo “i continui sforzi fatti dal Governo argentino” e insistendo sulla necessità di dialogare. Ma, nonostante ciò, niente è cambiato e dal 1982 in poi l’Assemblea generale Onu e il Comitato speciale per decolonizzazione hanno rinnovato ogni anno l’invito al dialogo. Non solo. Anche la comunità internazionale ha insistito con entrambi i governi affinché si trovasse una soluzione concordata, prima con l’interevento dell’Osa (Organizzazione stati americani), poi con la Comunità degli Stati latinoamericani e del Caribe, quindi con l’Alba, l’Alleanza bolivariana per i popoli della Nostra America. Infine è stato chiamato a intervenire il Gruppo dei 77. Alla fine, unico il giudizio: “La mancanza di volontà della Gran Bretagna ha dialogare con un paese democratico e con vocazione di pace pienamente dimostrata come l’Argentina, l’installazione e il mantenimento di una base militare nelle isole Malvinas e la realizzazione di manovre militari aeronavali, stanno mettendo in serio rischio la pace”.