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The Lady

28 March 2012versione stampabile

Resta forte una domanda: dov’era il mondo, mentre si consumava questa storia? La visione di The Lady di Luc Besson suscita molte emozioni differenti. Dalla rabbia, alla compassione, alla tristezza, a momenti di repentina allegria, con un costante groppo in gola che dura per tutto il film e anche dopo. Aung San Suu Kyi: cosa sappiamo veramente di lei? Premio Nobel per la pace nel 1991, reclusa nel suo paese per quasi vent’anni, idolo democratico a cui il regime non ha permesso di governare, malgrado avesse vinto le elezioni. Una donna che non ha visto crescere i suoi figli e non ha potuto assistere il marito negli ultimi giorni di vita, prima che venisse ucciso da un cancro. Il film di Besson cerca di restituire tutto quello che i media non hanno raccontato. La vita privata intrecciata a quella pubblica. E’ un film, quindi non manca quel po’ di fantasia che rende tutto più affascinante ed ammiccante; così come in certi momenti sembra minimizzata la forte motivazione che la costringe a non lasciare mai la Birmania, per tornare in Inghilterra dal marito e dai figli. E’ storia nota la sua segregazione in casa, presidiata dai militari, ma dal momento in cui ottiene la libertà

-si fa per dire- la famiglia non può più raggiungerla e lei non può uscire, a meno che non rinunci per sempre a ritornare nella sua terra. In alcuni momenti viene da chiedersi perché non se ne vada, perché non ponga fine a quella vita isolata e segregata per tornare dai suoi figli. La domanda resta, ma la risposta è nella sua vita e nel suo futuro, che si spera di vedere glorioso dopo le prossime elezioni in Birmania del 1° aprile. Una responsabilità ereditata dal padre, ucciso dall’esercito del regime quando lei era piccola: episodio concentrato in modo straziante all’inizio del film. Commovente la scena della cerimonia di consegna del Nobel per la Pace, ascoltata alla radio, al buio, con il discorso gracchiante del figlio che riceve il Premio per lei. Il film di Besson è più un omaggio che un film biografico, è un inno alla democrazia, alla libertà, all’indipendenza, alla forza e alla praticità anche politica delle donne. Strepitosa l’attrice Michelle Yeoh, e David Thewlis marito, che fa pensare che dietro a una grande donna, ci deve essere anche un grande uomo. I personaggi sono un po’ letterari, non sempre tutto è credibile, ma Luc Besson ce la mette tutta. E quando si esce viene voglia di dirgli grazie.

One Response to The Lady

  1. pasquale esposito

    28 March 2012 at 18:14

    Vedrò questo film. Una storia incredibile, di forza interiore infinita, di amore per gli uomini e le loro libertà. Luc Besson dato il suo passato non avrebbe potuto essere filologicamente perfetto.
    Sul dove eravamo nel frattempo è materia di drammi quotidiani e fino a quando non cambia il nostro modello di società non li potremo attenuare alla fonte. Senza bisogno di eroi. Soprattutto di quelli che soffrono.