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Musica bestiale

30 March 2012versione stampabile

La fauna che popola il nostro pianeta, continua ad essere, da svariati decenni, fonte di ispirazione e soggetto di brani che vanno nelle più differenti direzioni musicali. Molti di questi brani sono diventati hit internazionali ed evergreen. Basterà citare The lion sleeps tonight (Il leone si è addormentato), La gatta amata e cantata da Gino Paoli, Rain dogs celeberrimo album di Tom Waits, Attenti al lupo di Lucio Dalla, Like a bird on the wire di Leonard Cohen, Senza dimenticare l’orwelliana Nella vecchia fattoria, motivetto immortale lanciato dal mai abbastanza rimpianto Quartetto Cetra. Se andiamo a buttare uno sguardo, tanto per curiosare, nel mondo extramajor, vedremo che anche lì gli animalisti si sprecano.

La Crammed Records se n’è uscita, poco meno di un anno fa con una ghiotta compilation dal titolo Walks with the animals. La crème dei suoi artisti, dalla regina dell’Exotica Cibelle al grande Hector Zazou (andato via troppo presto), passando per i ritmi afro dei Kasai Allstars, è tutto un susseguirsi di titoli dedicati a conigli, capre, bufali, cavalli volanti o magici, volpi, delfini. Il bestiario è tale anche nella molteplicità dei generi, e permette così di avere un formidabile spaccato sull’eccellente produzione dell’etichetta belga.

I Gattamolesta sfoderano dalla Romagna unghie e denti, dando vita a un mix di sonorità che, partendo da un assunto Urban Folk (il conio della definizione è loro), decolla verso la musica zingara, balcanica, mediterranea, con un pizzico abbondante di tradizione popolare romagnola. Questo si canta nei 47 minuti di Vecchio Mondo, 12 brani trascinanti, tra i quali (tanto per restare nel tema di questo blog) Cinghiale matto e Otto Orungutan. Il quartetto, che si fa notare anche per la perizia strumentale, è composto da Andrea Gatta, voce e e chitarra; Nicolò Fiori, contrabbasso; Jader Nonni, batteria; Luigi Flocco, fisarmonica.

Fuor di scatoletta, e invece guizzanti e vivaci, sono i Tunatones con il loro primo album, iTunas (divertente calembour). Dentro il contenitore musicale, 11 brani, i Tunatones ci mettono rock & roll, onde di surf, groove e spruzzate di blue grass. Il tutto, molto divertente e al medesimo tempo mai indulgente verso il Troppo Facile, ha il suo fulcro nella rivisitazione in forma di medley, di alcuni brani firmati ed eseguiti da George Harrison durante l’indimenticabile Concerto per il Bangladesh, di cui il 2102 festeggia i quarant’anni. I tonni canterini sono tre: Alessandro Arcuri, voce e contrabbasso; Alberto Stocco, batteria; Mike 3rd, voce e chitarre.

E poiché anche la guerra è una bestia, una bestia feroce, vale citare, per concludere, Tracce di Resistenza, un bel disco “teatrale” (cd + dvd) realizzato dall’Accademia dei Folli. Nell’album, l’Accademia, che collabora con Assemblea Teatro e attori di lucido smalto come Gisella Bein, ha messo l’epopea della lotta partigiana al centro del proprio impegno artistico. Brani storici quali Bella Ciao, Fischia il vento, Oltre il ponte, Pietà l’è morta, vengono accostati al Disertore di Boris Vian, a La guerra di Piero di Faber, a All you Fascists di Woodie Guthrie, e a pezzi firmati in proprio, ad esempio Se il cielo fosse carta. Un lavoro che piace per la cura degli arrangiamenti, e per la capacità di evocare la Resistenza senza scivoloni retorici. Anzi.

 

Info

– AAVV, Walks with the animals (Crammed Records/Materiali Sonori)

matson.it (ascolto e acquisto)

 

– Gattamolesta, Vecchio Mondo (Felmay)

gattamolesta.it (ascolto), felmay.it (acquisto)

 

– Tunatones, iTunas! (Prosdocimi Records)

tunatones.com (ascolto e acquisto), prosdocimirecords (ascolto e acquisto)

 

– Accademia dei Folli, Tracce di Resistenza (autoprodotto)

accademiadeifolli.com, info@accademiadeifolli.com (info e acquisto)