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Imu: l’abitazione di chi è in ospizio? Seconda casa

4 April 2012versione stampabile

Alessandro Grandi

Gli ospiti degli ospizi pagheranno l’Imu (la nuova imposta sugli immobili) come se fossero possessori di una seconda casa. Quindi in alcuni casi pagheranno quasi il doppio rispetto a quando ci vivevano. Lo stabilisce il decreto  legge n. 16/2012 in materia di semplificazioni fiscali, approvato in via definitiva dalla Camera con 394 sì, 49 no e 21 astenuti.

Se non sei in grado di badare alla tua persona e i tuoi familiari non ce la fanno a seguirti, e hai una casa di proprietà, da oggi avrai un problema in più. Poi la beffa: le fondazioni bancarie no profit verranno esentate dal pagamento della tassa.

Il governo Monti, che si autodefinisce di ‘tecnici’, ha deciso, con il voto della maggioranza fra cui ci sono i voti del Pd. E il Mensile on line ha raggoiunto Livia Turco, del Pd: “Noi sosteniamo il Governo Monti, ma questa è una cosa assurda, impossibile”. Eppure la riforma è passata anche grazie ai voti del Pd. “Una cosa è l’approvazione un’altra è l’applicazione – affwerma Turco al telefono -. Non potremmo mai essere d’accordo con una cosa del genere e quindi non potremmo mai condividerla”.

Chi parla apertamente di una norma che fa gridare ‘vergogna’ è Claudio Dossi, membro della segretaria della Spi-Cgil Lombardia

“La questione è stata affrontata in modo errato dall’inizio. Per prima cosa si sarebbe dovuta fare una distinzione fra case di lusso e case popolari. Siccome invece si parla solo ed esclusivamente di ‘prima casa’, fra queste ci sono quelle popolari e quelle di lusso. La cosa assurda e che ha dell’incredibile, è il fatto che una persona non autosufficiente che si trova costretta a ‘rifugiarsi’ in una casa di cura per anziani, per poter allocare la propria pensione, pagare la retta e ricevere l’eventuale indennità di accompagnamento, è costretto a stabilire la propria residenza all’interno della struttura che lo ospita. Questo fa scattare un malsano meccanismo che trasforma la casa dove ha abitato per una vita in seconda casa, con le conseguenze del caso. E’ una vergogna”.

Una situazione come questa che colpisce comunque una delle fasce deboli della società non potrebbe diventare apripista ad una crisi sociale più grande di quella già in atto?
“Non voglio pensare alla malafede di chi ha pensato questa cosa. Credo, invece, che ci sia una completa mancanza di conoscenza rispetto ai veri problemi che in special modo in un periodo di profonda crisi come questo, colpiscono i più deboli. Poi c’è anche un dato di poca sensibilità. Per cui spesso gli anziani e le fasce più deboli sono le più colpite, nonostante siano il motore dello Stato”.

Qualcuno si sta muovendo per far cambiare le cose?
“Noi come sindacato ci stiamo muovendo. Abbiamo una proposta per le forze politiche che sostengono l’esecutivo Monti affinché possano correggere la misura e fare in modo che per tutti quelli che vivono in case di riposo, la loro prima casa, anche se abbandonata per farsi seguire in una struttura, venga comunque considerata come prima e non seconda casa. Noi per questo ci batteremo e adesso aspettiamo una risposta”.

Far pagare l’Imu agli anziani nei ricoveri e non alle fondazioni bancarie ha qualcosa di contraddittorio e anche di perverso. Sembra sempre più il governo delle banche…
“Certo. Se guardiamo a ciò che accade possiamo dire che questo governo è più attento alla situazione finanziaria delle banche rispetto a quella dei suoi cittadini. Questo è un rimprovero che varrebbe la pena di essere fatto. Insomma, questo è un atteggiamento che andrebbe corretto nel più breve tempo possibile”.

Nascondersi dietro l’essere ‘no profit’ per le fondazioni bancarie è un po’ come giocare con le scatole cinesi..
Per quanto riguarda l’argomento fondazioni ci sarebbero molte cosa da dire. Pensiamo anche che esiste Fondazione Expo. Sono realtà che nascono tempo fa. Andrebbe regolamentata al meglio la legislazione che riguarda le fondazioni. Bisognerebbe distinguere bene: profit o no profit. Da lì poi si aprirebbero altri discorsi.
La complicazione della situazione dello stato sociale è sotto gli occhi di tutti. Per cui si lavora con difficoltà per tentare di riportare al meglio una situazione complicata. O si mette in atto una campagna fiscale incisiva oppure la situazione sociale peggiorerà quotidianamente”.

4 Responses to Imu: l’abitazione di chi è in ospizio? Seconda casa

  1. Carlo Raffaele Ranieri

    5 April 2012 at 19:38

    Robocop ha colpito ancora! Come se non bastassero tutte le altre porcate………………..

  2. lu

    6 April 2012 at 07:00

    Che dire di più: E’ UNA BEFFA CONTINUA!!! Tutto il governo è di una sadicità unica.

  3. Giuseppe74SR

    6 April 2012 at 17:17

    CHE VERGOGNA, NON AVETE UN MINIMO DI RITEGNO!

  4. ANTONIO LABRIOLA

    13 April 2012 at 12:11

    E’ veramente una cosa assurda. Ma che razsza di governo abbiamo!
    Vorrei commentare anche con la situazione in cui si trova mio figlio:
    “Mio figlio, emigrato in Piemonte con la moglie per motivi di lavoro, è proprietario del suo primo ed unico appartamento a Matera, dove aveva la residenza fino a qualche mese fa. Nel mese di ottobre 2011 è stato COSTRETTO a chiedere la residenza a Pinerolo (Torino) in quanto l’ASL di quel centro GLI HA RICHIESTO la RESIDENZA perchè potesse usufruire dell’ASSISTENZA SANITARIA. Suo malgrado, quindi, insieme alla moglie, è stato costretto a tale cambiamento.
    Ciò, però, comporta che il Comune di Matera considera l’UNICO appartamento di mio figlio SECONDA CASA, quindi con l’obbligo del pagamento del l’IMU al massimo delle aliquote.
    COSTRETTO ad emigrare per motivi di lavoro, COSTRETTO a pagare l’affitto dell’appartamento dove attualmente abita (Pinerolo), COSTRETTO al cambio della residenza per poter usufruire dell’ASSISTENZA SANITARIA in Piemonte, COSTRETTO A PAGARE L’IMU DEL SUO UNICO APPARTAMENTO SITO IN MATERA AL MASSIMO DELLE ALIQUOTE SENZA DETRAZIONI VARIE.
    IL TUTTO E’ VERAMENTE ASSURDO.
    Qualcuno cambierà questa norma che io ritengo incostituzionale e che colpisce sempre i pù deboli?