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Pollo alle prugne

10 April 2012versione stampabile

Il clima richiama quello magico e incantato delle antiche fiabe persiane. Con una strizzatina d’occhio a Federico Fellini e a un’estetica che sembra animazione applicata alla realtà. La coppia di registi Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, dopo il grande successo di Persepolis, si cimentano in un film in carne ed ossa. Pollo alle prugne è la storia di Nasser Alì, violinista innamorato di una donna sfiorata per tutta la vita, ma sposato con un’altra che non ama e che durante un accesso d’ira gli fa a pezzi lo Stradivari. Sua unica ragione di vita, che lo tiene legato idealmente al suo amore impossibile. La ricerca di un nuovo violino diventa per Nasser una questione di vita o di morte, nel vero senso del termine. Svuotato della forte impronta politica, precedente e durante il regime in Iran che c’era in Persepolis, anche Pollo alle prugne presenta spunti autobiografici dell’autrice. Infatti il film è tratto dall’omonima graphic novel, scritta dalla Satrapi.

Il protagonista, il musicista distrutto dall’amore, era il fratello di suo nonno, il rivoluzionario prigioniero comunista ritratto in Persepolis. Lo stile del film è un pastiche di ispirazioni e citazioni visive che vanno dal melodramma, all’espressionismo tedesco, dalla commedia italiana, al fantasy, dalla parodia al thriller. Tutto mescolato con molta eleganza. “L’ambiente che descrivo in Pollo alle prugne è quello in cui sono cresciuta- spiega Marjane Satrapi. A quell’epoca tutti desideravano un arredamento occidentale, specialmente a Teheran. Negli anni ‘50 l’Iran era molto occidentalizzato, ecco perché nel nostro film gli interni hanno un’aria così europea.

Inoltre questo film parla di multiculturalismo, anche se la storia principale racconta di persone che possono morire per amore. Per me è giunto il momento di celebrare l’amore e l’essere umano e metterlo al centro di ogni cosa. È bellissimo girare in Germania un film ambientato in Iran, con Isabella Rossellini che è italiana, Maria De Medeiros che è portoghese, Golshifteh Farahani che è iraniana, Rona Hartner che è rumena, Serge Avèdikian che ha origini armene, Jamel Debbouze i cui genitori sono marocchini, Mathieu Amalric e Chiara Mastroianni… e il risultato è un film francese!”

One Response to Pollo alle prugne

  1. Francesca Chiesa

    14 April 2012 at 21:16

    E’ tempo di parlare d’amore e di ricordare che l’Iran – la Persia – e’ fatto anche di fiabe.
    Potrebbe dire di conoscere gli italiani chi di noi conoscesse solo la Divina Commedia, Tabucchi e, che so, Lilli Gruber, Mario Monti e Carlo Rubbia?
    Gli iraniani sono fatti anche delle fiabe che ascoltano narrare da secoli.