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La polizia russa reprime ancora le proteste anti-Putin

11 April 2012versione stampabile

Questa mattina un’ennesima protesta anti-Putin è stata fronteggiata dalla polizia russa. Il leader del Fronte di Sinistra, Sergei Udaltsov, è stato fermato mentre usciva da una fermata della metro di Mosca. Un blindato ha portato via Sergei, già arrestato lo scorso 4 dicembre, giorno delle elezioni russe, per “resistenza alle raccomandazioni ufficiali rispetto a come attraversare la strada nel modo giusto” e detenuto per cinque giorni. Arrestato nuovamente in seguito, fece uno sciopero della fame (ora ne sta continuando un altro in sostegno di Oleg Shein, sconfitto nella corsa a sindaco nella città di Astrakhan). Rispetto al caso, itervenne anche Amnesty International che lo nominò un “prigioniero di coscienza”. Il leader della sinistra – che non si professa nostalgica dell’Armata rossa, ma promotrice di ‘democrazia diretta’ e ‘libertà di espressione’ – oggi aveva intenzione di comunicare via twitter la repressione che sta subendo.

Nelle ultime settimane è sotto accusa, infatti, l’operato della polizia che si sarebbe macchiata di violenze e torture. Emblematico, il caso di Sergei Nazarov, l’uomo di 52 anni che, arrestato per ‘condotta disordinata’, venne brutalmente violentato con una bottiglia in una prigione del Tatarstan. L’uomo, morto poco dopo, fu ricoverato in ospedale date le enormi lacerazioni all’intestino. Un caso che è saltato alla ribalta dei media esclusivamente per la massiccia protesta che sorse spontanea davanti al ministero degli Interni. A poco son serviti i licenziamenti degli agenti coinvolti nel caso.

Non meno tragico, l’episodio avvenuto in un commissariato di Krasnoyarsk, in Siberia, dove gli agenti avrebbero torturato con scosse elettriche un 25enne per “fargli confessare il furto” di cui era stato accusato.

L’attuale sistema della pubblica sicurezza priva “di fatto i russi della possibilità di essere cittadini che rispettano le leggi” spesso applicate da “banditi in uniforme da poliziotti”come riporta Internazionale secondo fonti del giornale online Ezednevnij Zurnal, e non poche sono le rivendicazioni di movimenti di protesta che nelle manifestazioni anti-Putin hanno avuto la possibilità di attaccare anonimamente (a San Pietroburgo in particolare, dove un autobus della polizia ha preso fuoco) e con bottiglie incendiarie i mezzi della polizia. Atti che fino a poco tempo fa erano impensabili in Russia.

Il presidente russo, Vladimir Putin, impegnato oggi nella cerimonia di insediamento, ha invece esortato il Paese a mettere fine alle battaglie politiche invitando piuttosto il popolo a lottare per un nuovo periodo di prosperità: “La logica della democrazia è che finiscono le elezioni e poi inizia il lavoro congiunto”.