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Gb. Proiettili urticanti per prevenire tumulti?

11 April 2012versione stampabile

Andrea Leoni

“Invece di spendere miliardi di sterline per migliorare le condizioni di vita degli inglesi, spendiamo miliardi per la rimozione dei loro diritti civili e su armi per reprimere. Grandi idee. I cannoni d’acqua verranno lanciati presto”. Questo uno dei seicentoventiquattro (in aumento) commenti apparsi nel sito internet del giornale britannico Guardian. Un numero considerevole sicuramente, ma il dato che stupisce di più è l’interesse che suscita quest’argomento. Si parla ancora dei riots dello scorso agosto. Stavolta però la nuova invenzione che arriva dai funzionari del ministero degli interni è questa: gli scontri futuri potrebbero essere “soffocati” da proiettili contenenti sostanze chimiche. Il proiettile irritante (Dips) è stato sviluppato da una ricerca del Center for applied science and technology (Cast) come probabile sostituto dei mortali proiettili di plastica.

L’argomento suscita sempre molto clamore ed è già da più di una settimana che i media britannici spendono parole sul “possibile riproporsi delle violenze” per la prossima estate a Londra quando la città ospiterà anche le Olimpiadi. Il dato rilevante però, rimane anche il forte distacco tra autorità e società civile e lo si legge dagli stessi interventi: “Ministero della Difesa? Difendere il Paese puntando le armi contro il proprio popolo?”, “Bello il modo in cui questo ‘governo’ sta trattando i suoi cittadini, si deve accettare che costoro stanno cercando di reprimere le persone che credevano di vivere in una democrazia. Quanto prima questo gruppo feroce e delirante di persone è fuori uso, meglio è”.

I documenti che comunque avrebbe ottenuto il Guardian rivelerebbero che i tumulti della scorsa estate in Inghilterra avrebbero fornito grande impulso alla ricerca da parte del Cast rispetto allo studio di un nuovo tipo di tecnologia da utilizzare in situazioni analoghe. Il briefing preparato dal Cast per la Pnsi (Police service of Northern Ireland) ha riportato come i disordini dello scorso anno “abbiano portato ad un’ondata di idee”. Al fine di capitalizzare l’interesse comune il Cast avrebbe convocato un evento di “brainstorming” nel mese di ottobre. Tra i partecipanti la polizia di Londra e dell’Irlanda del Nord, la Federazione di Polizia, il Serious Organised Crime Agency (Soca) e il Defence Science and Technology Laboratory del Ministero della Difesa.

Il briefing propone lo sviluppo di nuove tecnologie e suggerisce i Dips, i proiettili urticanti, che sarebbero inseriti nelle pistole utilizzate oggi per sparare i proiettili di plastica perfezionandone anche la precisione. Il proiettile irritante, che originariamente doveva essere stato introdotto nel 2010, verrebbe caricato con gas CS, spray al pepe o altro irritante. Nelle altre parti del briefing ci si riferisce alla necessità di prendere in considerazione a breve termine lo sviluppo tecnologico al fine di proteggere gli ufficiali abbagliati da parte di persone che utilizzano i laser come quelle visti nei recenti disordini in Grecia o in Nord Irlanda.

Come afferma un lettore in un commento: “Guerra chimica: beh, meglio che affrontare i problemi reali! CS gas e spray al pepe sono fottutamente atroci, e si può uccidere se vi si rimane esposti troppo a lungo. Stesso discorso vale per proiettili di plastica e cannoni ad acqua. Prossimamente, proiettili invalidanti a base di piombo! Ho sentito dire che affronterebbero i manifestanti in pochissimo tempo. Forse il Bahrain potrà restituire il favore al nostro governo!”.