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Algeria, otto giorni di lutto nazionale per ricordare Ahmed Ben Bell

12 April 2012versione stampabile

Per la morte del primo capo di Stato dell’Algeria, Ahmed Ben Bella, spentosi ieri nella capitale, l’attuale presidente algerino, Abdelaziz Bouteflika, ha proclamato ben otto giorni di lutto nazionale. I funerali si terranno venerdì.

Ahmed Ben Bella, fu il primo presidente dopo l’indipendenza dalla Francia. Carismatico e molto popolare, rimase in carcere per quasi 24 anni. Fu uno dei miti nella la lotta contro l’imperialismo: nel 1945 vista la violenta repressione coloniale, si iscrisse al Partito del popolo algerino, entrando nella resistenza anti francese. Nel novembre 1954 diventa uno dei 22 leader storici del Fronte di Liberazione Nazionale (Fln).

Successivamente, fu nominato primo presidente dello Stato algerino dove rimase al potere per poco tempo, nonostante fu confermato capo dello Stato dalle urne il 16 settembre 1963. A tradirlo fu proprio un suo amico, ministro della Difesa e vicepresidente Houari Boumediene, ora vicino all’attuale presidente Abdelaziz Bouteflika. Il compianto presidente, fu rovesciato il 19 giugno 1965 a cui seguì la sua incarcerazione che durò per oltre 16 anni.  Tra il 1965 e il 1969, gli anni di carcere furono durissimi: nessuno poteva rivolgergli la parola e per sentire almeno il suono della propria voce Ben Bella recitava i versetti del Corano. Secondo quanto racconta chi gli fu vicino in quei momenti, l’obiettivo del regime era di portarlo al suicidio.

Nel 1971 Ben Bella si sposa con la giornalista, Zohra Sellami, con la quale adotterà tre figli. Nel 1980, il nuovo presidente algerino, Chadli Benjedid, gli concede la grazia. Fino al 1990 vivrà in esilio in Francia: i rapporti con il Paese natale rimarranno sempre molto solidi. Tornerà in Algeria solo nel 1999 appoggiando la politica di riconciliazione con gli islamisti. Nel 2007, diventa presidente dei “Saggi” dell’Unione Africana (Ua), con il compito di coordinare l’attività di prevenzione e soluzione dei conflitti.