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Somalia, i pirati avrebbero acquistato armi dalla Libia

12 April 2012versione stampabile

I pirati somali avrebbero acquistato armi sofisticate, tra cui mine lanciamissili, dalla Libia, al fine di utilizzarle durante attacchi alle navi. E’ quanto si apprende da un analista di sicurezza marittima: “Abbiamo scoperto che le armi libiche sono state vendute in quello che è il più grande mercato nero del mondo quanto a traffico illegale di armi, e i pirati somali sarebbero tra gli acquirenti”, ha detto Judith van der Merwe, del Centro africano per lo Studio e ricerche sul terrorismo.

“Sappiamo che alcuni dei pirati hanno acquisito mine navali, così come Stinger e altri lanciamissili” Van der Merwe ha detto a Reuters a margine di una conferenza. I pirati che operano dalla costa somala hanno rastrellato milioni di dollari in riscatti delle navi dirottate. Una relazione nel 2011 ha stimato che la pirateria marittima costa all’economia globale tra i 7 e 12 miliardi di dollari. “Quello che stiamo vedendo è una diminuzione del numero di attacchi, ma un aumento degli importi pagati per i riscatti”, ha riferito Van der Merwe.

Un ex comandante della Task Force 151, una delle forze multinazionali presenti nel Golfo di Aden, ha detto che i pirati di solito si arrendono di fronte alla superiorità militare delle navi delle forze internazionali. “In questa fase stiamo raccogliendo prove che i pirati della Somalia hanno altre armi oltre agli AK47”, ha detto l’ammiraglio Harris Chan, della Marina di Singapore, a Reuters.