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Sud Sudan, Khartoum prepara offensiva per recuperare pozzi di Heglig

12 April 2012versione stampabile

I colloqui ufficiali tra Sudan e Sud Sudan sono stati sospesi e l’esercito sudanese si prepara alla mobilitazione. Questi sono gli ultimi di una crisi che dura dallo scorso luglio ma che si è ulteriormente complicata nelle ultime settimane. Ieri l’esercito sud-sudanese aveva attaccato, spingendosi per una settantina di chilometri in territorio sudanese e conquistando l’area di Heglig, in cui si trova un importante campo petrolifero che produce 115 mila barili di petrolio al giorno.

L’ambasciatore sudanese alle Nazioni unite, Daffa Alla Elhag Ali Osman, ha accusato la comunità internazionale di essere troppo tiepida nel sanzionare le violazioni del diritto internazionale commesse dal Sud Sudan e ha annunciato che l’esercito sudanese “reagirà duramente entrando in profondità in territorio sud-sudanese”. A dire il vero, anche Washington, importante alleato di Juba, ha condannato l’aggressione di Juba, definendola “un atto che va al di là della legittima difesa”.

Il Sud Sudan dallo scorso luglio è indipendente dal Sudan; questo è stato l’esito di una lungua e sanguinosa guerra civile. A dividere i due vicini, la questione della frontiera, sul cui tracciato non si è ancora trovato un accordo e soprattutto quella del petrolio. Il 75 per cento del petrolio sudanese viene estratto nel Sud Sudan ma è Khartoum che ha impianti di raffinazione e pipeline. Sulla divisione della rendita petrolifera è ancora muro contro muro. Dopo che il Sudan nei mesi scorsi aveva prelavato autonomamente ingenti quantità di petrolio come “indennizzo”, a gennaio Juba ha sospeso le attività estrattive, dalle quali però dipende il 98 per cento del suo Pil.