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Brasile, assassinato leader contadino che denunciava la vendita illegale di terreni

16 April 2012versione stampabile

Un leader contadino, presidente dell’Assentamento Terra Bela di Buriticupu, a 395 chilometri da São Luís, capitale del Maranhão, è stato assassinato a colpi d’arma da fuoco in un’imboscata, perché non si stancava di denunciare la vendita illegale di terreni nello stato nordorientale brasiliano. Si chiamava Raimundo Alves Borges e aveva 56 anni.

A diffondere la notizia è la Commissione pastorale della terra (Cpt), citata dal portale d’informazione web G1 dell’emittente Globo. Secondo alcuni testimoni, gli assassini erano a bordo di una moto e avevano bloccato la strada con dei pezzi di legno per fermare l’autovettura di Borges. Quando è sceso dall’auto per liberare la strada, gli assassini gli hanno sparato molti colpi. Secondo la Cpt, organizzazione legata alla Chiesa Cattolica, con Borges sono 247 le persone uccise dal conflitto agrario che da 25 anni sta piegando il Maranhao, uno degli stati che ancora si salva dal turismo di massa e dalla speculazione, ma dove sono tanti e forti gli interessi di chi vorrebbe trasformarne le splendide spiagge e i bei paesaggi in nuove attrazioni tutte cemento e locali notturni.

Nel 2011, la CPT ha registrato 223 conflitti agrari, con oltre cento persone minacciate di morte.