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Turchia, tra lotta armata e censura ai curdi

16 April 2012versione stampabile

Gli scontri tra i guerriglieri curdi del PKK e l’esercito turco continuano con una ferocia senza fine. La morte in un attentato di due soldati turchi ha causato la controffensiva dei militari che hanno sferrato, sabato scorso, un violento attacco contro il braccio armato del Partito dei Lavoratori Curdi (Pkk). Nella zona del Mar Nero, a Cigdemlik, sono stati uccisi due militanti, uno dei quali, Mahir Koc (nome in codice Baskale Celal), era tra i massimi punti di riferimento del Pkk e figura importe perché gestiva tutte le operazioni nella regione del Mar Nero, in pratica rappresentava il leader della regione.

Oltre all’uccisione dei guerriglieri, le forze di sicurezza hanno sequestrato una grossa quantità di esplosivi e munizioni. Intanto non si placano le polemiche sulle morti di molti curdi nelle carceri turche. Nel solo 2011 si sono registrati 12.685 arresti e 3.252 casi di tortura. In prigione si trovano anche molti giornalisti (91), che hanno provato a trattare la questione curda. Il ministro degli Interni ha elencato i numeri della censura in Turchia, che in sessanta anni ha vietato più di 22mila libri.