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Unite i puntini… ma senza refusi!

19 April 2012versione stampabile

«Con riferimento alle notizie circa lo stop all’esenzione dal ticket sanitario per i disoccupati» il Ministero del lavoro «precisa che ha già rilevato il refuso e pertanto dà assicurazione che ne farà oggetto di una proposta emendativa da presentare durante l’iter parlamentare del disegno di legge di riforma del mercato del lavoro».

Nel blog che segue si mettevano in relazione due notizie di drammatica attualità sul non-lavoro e la sparizione dell’esenzione del ticket sanitario per i disoccupati. Poche ore dopo la notizia cambia diametralmente. Il Ministero dice che è un refuso.

Se non lo fosse, sarebbe una retromarcia che molto dice del vento che tira nel palazzo, o dij quanto anche un finto tecnico sia sensibile al vento che tira fuopri del palazzo.

Se fosse vero, se cioè c’era davvero un refuso, viene da chiedersi con quale attenzione ‘tecnica’ i tecnici annunciano o scrivono provvedimenti così sensibili.

Dal momento che non vorremmo che vi fosse un  refuso nel refuso, qui di seguito lasciamo il testo come era originariamente. Non si sa mai.

 

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L’Istat ha registrato a febbraio 2012 oltre 2,3 milioni di disoccupati. Il tasso di disoccupazione si attesta al 9,3%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto a gennaio 2012 e dell’1,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (febbraio 2011). Tasso di disoccupazione maschile all’8,6% mentre per le donne si registra un valore superiore al 10% (10,3%). La disoccupazione giovanile preoccupa sempre più con un tasso che ha raggiunto quasi il 32% (a febbraio del 2012 il 31,9% dei giovani tra i 15 e i 24 anni è in stato di disoccupazione).

 

Nel 2011 in Italia le persone disponibili a lavorare, ma che non cercano un impiego perché convinte di non trovarlo sono diventate 2 milioni 897 mila, con un rialzo annuo del 4,8% (+133 mila unità). La quota di questi inattivi rispetto alle forze lavoro è dell’11,6%, un dato superiore di oltre 3 volte a quello medio Ue. La cifra dell’Istat è una fotografia dello scoraggiamento che caratterizza l’Italia ed è la più alta rilevata dal 2004.

 

Il comma 1 dell’articolo 64 del ddl lavoro sopprime l’esenzione dai cosiddetti ticket in materia sanitaria in favore dei disoccupati e dei loro familiari a carico, appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro (incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico). La partecipazione alla spesa sanitaria riguarda il pagamento delle prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio e delle altre prestazioni specialistiche, comprese le prestazioni di fisiokinesiterapia e le cure termali. Nonostante le misure del ddl apparentemente sembrino far pensare alla cancellazione dell’esenzione dei ticket anche per i medicinali, le nuove norme, anche secondo quanto sottolineato dal servizio Studi del Senato, non riguardano questi ultimi, in quanto essi sono eventualmente introdotti e disciplinati dalle singole regioni.

Tutto chiaro?

p.s.

Vaga uno spirito in cerca di materia, da molti evocato. Il suo nome: patrimoniale