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NoTav, sei mesi di censura della posta per Giorgio Rossetto

20 April 2012versione stampabile

Per Giorgio Rossetto, uno degli attivisti arrestati nella retata contro i NoTav, al momento in isolamento del carcere di Saluzzo, è stata decisa la censura alla posta in entrata ed in uscita per sei mesi, perché accusato di “aver tenuto un comportamento di istigazione alla ribellione di altri detenuti, anche in accordo con soggetti esterni al carcere”. Questa l’ultima lettera di Giorgio dal carcere come si apprende dal sito dei NoTav.

Saluzzo, 13 aprile 2012

Ieri giovedì 12 aprile al sottoscritto è stato notificato un provvedimento del tribunale di Torino (sez. G.I.P.) in cui mi si applica per mesi sei “alla corrispondenza epistolare in entrata e in uscita il visto di controllo”, in quanto avrei fatto opera di “istigazione alla ribellione”: in poche parole per sei mesi il direttore, il comandante o chi per lui controllerà la mia posta.

Ritengo il provvedimento una grave forma di censura e limitazione al “diritto” di interloquire con l’esterno. Ritengo, in questi mesi di detenzione, di non aver fatto nessun “reato”.

A Saluzzo, in due occasioni, abbiamo utilizzato la posta con gli altri detenuti della sezione “isolamento” per denunciare l’anomala situazione che ci vede esclusi da ogni attività ricreativa e sportiva e sottoposti a un regime ferreo nell’utilizzo degli spazi e “dell’aria” e in un altro caso per denunciare ai giornali locali che in occasione della visita pasquale del vescovo cittadino, invitati dal cappellano del carcere,  all’ultimo momento veniva impedito ai 9 detenuti di partecipare all’incontro. Divulgare all’attenzione esterna i problemi interni, semplicemente scriverne, è forse diventato un “reato”.

Non darò a giudici e secondini il piacere di leggere la mia corrispondenza. Inizio quindi lo “sciopero della posta”.

Giorgio Rossetto

p.s. Comunico alla direzione del carcere che questa è l’ultima lettera o cartolina in uscita che spedirò per la durata di tutto il provvedimento (6 mesi).