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Internet: a confronto le misure del porno e dell’informazione

23 April 2012versione stampabile

Luca Galassi

Se si postula un arbitrario paragone tra la fame di notizie e l’appetito per il sesso degli internauti, si scopre che il sito porno più cliccato, Xvideos, sbaraglia le versioni on-line di colossi dell’informazione come Cnn e il canale sportivo Espn, sviluppando un traffico tre volte superiore ai due siti citati, due volte a quello del sito di social news Reddit e oltre trenta volte a quello del New York Times, per non parlare dei siti di news nostrani (oltre 50 volte il sito di Repubblica). Gli unici che reggono il paragone con il numero di accessi sono il motore di ricerca Google e il social network Facebook.

BusinessWeek utilizza una parola inglese per rendere il confronto tra porno e informazione: ‘to dwarf’, la cui traduzione italiana, se esistesse, potrebbe essere ‘nanificare’, rendere minuscolo. Una parola appropriata se utilizzata a confronto di siti di informazione globale come Yahoo News, Cnn, Msnbc, Google News e New York Times, i cui accessi unici mensili, misurati dai motori di Alexa, Compete e Quantcast, sono: 110 milioni (Yahoo), 74 milioni (Cnn), 73 milioni (Msnbc), 65 milioni (Google) e 59 milioni e mezzo (NY Times). Nulla, rispetto ai 2,2 miliardi di utenti mensili di YouPorn.

Ogni secondo, nel mondo, 38.258 persone stanno guardando contenuti pornografici. Ogni secondo il circuito del porno incassa tremila dollari. Ogni giorno, appaiono in internet 266 nuovi siti porno. Che il porno on-line fosse frequentato era cosa nota. Che Xvideos avesse 4,4 miliardi di pagine viste al mese, meno.

I dati, che lasciano esterrefatti per le dimensioni del business a luci rosse, sono stati resi noti dal canale economico di Bloomberg, BusinessWeek. La testata ha analizzato le statistiche del servizio Ad Planner di Double Click, strumento che consente di accedere – grazie a un cookie presente nei banner – a un enorme database di siti web con informazioni circa il loro traffico e la loro disponibilità ad ospitare annunci pubblicitari. E’ risultato che un terzo del traffico internet è su siti porno, che tra i primi 500 indirizzi tali siti sono decine, e che i tempi di permanenza arrivano addirittura a sfiorare i 15 minuti, un’eternità, se si pensa che il tempo di permanenza sul motore di ricerca più cliccato al mondo, Google, è cinque volte inferiore (esclusi i dispositivi mobili).

Un altro aspetto rilevante della pornografia on-line è la potenza dei portali: YouPorn ospita 100 terabytes (un terabyte uguale mille gigabytes) di contenuti per 100 milioni di accessi al giorno. Nei momenti di picco, grazie ai suoi server, il sito riesce a fornire 4mila pagine al secondo, per 100 giga, una mole di dati equivalente a dieci dvd dual layer al secondo. Altro dato: il 70 percento del traffico verso siti porno è generato in orario lavorativo (dalle 9 alle 17).

Per comprendere il volume d’affari del porno, basta paragonarlo a quello di categorie come la pubblicità: il fatturato globale dei ricavi pubblicitari nell’industria della comunicazione è di 74 miliardi di euro, secondo una ricerca di Fortune. Quello dei videogiochi tra i 57 e 65 miliardi di euro. Quello dell’apprendimento a distanza tra i 50 e i 52. Se nel 2006 il fatturato complessivo dell’industria pornografica era di circa 97 miliardi di dollari, ovvero più del doppio del fatturato di Goldman Sachs, nel 2010 i valori sono schizzati a quota 145 miliardi di dollari.

Segnatamente al nostro Paese, i confronti sono più contenuti: il fatturato dei viaggi è di 15 miliardi; dei giochi on-line 12,5 miliardi; dei servizi finanziari 10 miliardi; dell’e-commerce a 8,7 miliardi. del sesso on-line 3,7 milardi di euro. La domanda di pornografia mondiale vale quanto il 7,5 percento del Pil italiano.

Ancor più minuscole – a confronto dei dati sul porno – appaiono le realtà editoriali telematiche italiane. Anche se improponibile come paragone, per dare un’idea forniamo la classifica dei primi cinque siti di informazione italiana, con la media dei visitatori unici mensili, tratta da ‘L’Espresso’ di questa settimana: Repubblica.it (8 milioni 607mila), Corriere.it (7 milioni 895mila); Tgcom (6 milioni 29mila) Libero News (5 milioni 22mila); La Stampa.it (4 milioni 10mila). I dati sono tratti da L’Espresso di questa settimana. Secondo un indagine Audipress-Nielsen, in Italia gli utenti del porno equivalgono a quelli di Repubblica: circa 8 milioni. Ottocentomila minorenni.

3 Responses to Internet: a confronto le misure del porno e dell’informazione

  1. FabioNews

    24 April 2012 at 17:44

    Bisogna tener presente che mentre i siti di informazione sono “locali”, legati alla lingua e-o al paese… i siti porno sono accessibili da tutti gli utenti di tutto il mondo visto che le immagini sono comprensibili da chiunque. Anche facendo queste considerazioni i nuemri sono cmq impressionanti… e forse ci aiutano a ridimensionare le aspettative che molti ripongono nella potenza salvifica della rete.
    Altra considerazione relativa all’informazione … anche se questi dati non vengono riportati nell’articolo, una percentuale elevatissima di coloro che cercano (tra un video porno e l’altro ;-) un pò di informazione in rete si limitano a visitare i siti più noti limitando ulterirmente le possibilità offerte dalla rete di trovare quelle informazioni “alternative” negate o manipolate dai grandi media.

  2. michele cologna

    25 April 2012 at 09:00

    Siamo ciò che mangiamo!
    Potremmo chiudere ogni discussione e pascolare l’indecenza che giorno dopo giorno, minuto dopo minuto ci propinano.
    C’è un solo prodotto che non venga veicolato da un corpo bello, con le labbra schiuse che simulano quelle coperte, di donna?
    Non mi sembra!
    Pubblico una mia “poesia” senza immagini e la stessa con le immagini, il riscontro di piacere sarà di molto differenziato e tanto più quanto è accattivante la figura che l’accompagna.
    Un nudo di donna, anche se “artistico”, è successo assicurato.
    La poesia è parola, ma la parola in questo momento storico che ha disimparato il pensiero, è quasi solo immagine.
    Il pensiero asfittico chiuso in un eterno presente senza passato e futuro, è negazione dell’uomo che è memoria e fuori d’essa semplicemente non è.
    La nostra memoria è la pubblicità godereccia di una donna favolosa con le labbra schiuse e il consumo.
    Siamo se consumiamo sesso, bellezza e i prodotti a essi accompagnati, altrimenti non siamo.
    Ho preferito non scomodare pensieri importanti e ce ne sarebbero a iniziare dal primo che aveva compreso l’approdo: il nostro Pasolini, mi piace però ricordare Popper prima di morire.
    L’informazione ha sostituito le attività formative stratificate nel tempo che erano la memoria dell’uomo, quindi essa stessa è formazione!
    Mettiamo a formare informando persone con che titolo?
    Un docente di liceo nella sua vita parlerà, formandoli, massimo mille discenti, un “formatore/informatore” senza competenze e titoli in una sera parlerà, formandoli, centinaia di migliaia di telespettatori.
    C’è qualcosa che non va!
    Grazie.

  3. domenico

    6 May 2012 at 19:08

    Gentile Luca Galassi,
    volevo chiederle… quali sono le voci di ricavi dei siti porno? Cioé, da dove prendono i soldi? Può rispondermi o sul sito o all’e-mail che ho inserito. Grazie.