home » esteri » americhe » Internet, non verrà estradato il padre di Megaupload

Internet, non verrà estradato il padre di Megaupload

23 April 2012versione stampabile

Rimarrà ancora a Coatsville, in Nuova Zelanda, il più grande pirata della rete: Kim Dotcom, il padre di Megaupload. La figuraccia è firmata Fbi, governo degli Stati Uniti e dagli studios di Hollywood che da anni spingono per il suo arresto. Il procetto a Kim Dotcom non si può fare: troppi errori legali e troppi pochi requisiti per poterlo estradare negli Usa.

L’avvocato americano Ira Rothken dice: “Megaupload non può essere accusato di condotta criminale perché non si trova sotto la giurisdizione degli Stati Uniti”. Megaupload era uno dei più grandi siti di scambio e archivio di files.

Secondo gli stessi proprietari sarebbe fasulla anche l’accusa di pirateria: il filesharing garantirebbe lo scambio di files tra proprietari presumendo l’originalità di quest’ultimi. L’hacker di origini tedesco-finlandesi aveva cambiato il suo cognome in Dotcom e risiedeva in Nuova Zelanda. Nello Stato del continente oceanico fu arrestato agli inizi di gennaio.

2 Responses to Internet, non verrà estradato il padre di Megaupload

  1. Butter

    24 April 2012 at 11:43

    Che era un pirata lo dite voi, lui ha fondato un sito di condivisione files, allora anche i creatori di eMule e Torrent sono pirati, con la differenza che con quel cavolo di P2P nessuno interviene per limitare la pirateria, su Megaupload i file illegali venivano cancellati, tranne quelli che venivano protetti da password, ma trovo anche che sia ovvio, non si può eliminare un file all’apparenza bianco solo per un sospetto, sarebbe come se io mi mettessi a censurare una persona perchè la mia mente mi suggerisce che potrebbe un giorno uccidere qualcuno.

    Per gli altri che magari avevano nomi modificati venivano comunque fatti i dovuti controlli ed anche se non subito facevano col tempo una bruttissima fine.

    Con tutta la mole di files che la gente uppava credete davvero fossero in grado di eliminarli tutti appena caricati?

    Non parliamo poi delle vecchie registrazioni di opere protette sì dal diritto d’autore, ma MAI distribuite per il mercato Home video, o degli anime subbati che non vedranno MAI la luce in Italia, in questo caso io non la considero affatto pirateria, ma semmai legittima alternativa!!!

    Adesso rispondete a questa domanda, credete ancora che fosse un pirata?

  2. marco

    24 April 2012 at 19:59

    Perché associare il file hosting con la pirateria? Il rischio è che dalla sovrapposizione dei due concetti si confonda il problema di fondo: chi giudica chi? Io utilizzo diversi servizi di hosting e sono allibito dal fatto che qualcuno mi abbia impedito di recuperare i miei file e, peggio, che ci siano tanti “giudici” che abbiano già collegato l’uso della piattaforma con le pratiche illecite, posto che la pirateria debba necessariamente esserlo (le opinioni non sono sempre convergenti, pensate ai vecchi film ad esempio, o quelli non distribuiti, come evidenzia Butter).
    Il punto, a mio avviso, è nella affermazione di un possibile nuovo strumento di condivisione che, da alcune industrie non sia accettato (al contrario di molti artisti invece). Tanto da impedirlo con la forza e con l’accondiscendenza di alcuni giornalisti o blogger un po’ distratti o frettolosi nei giudizi a mio avviso (ma non dovremmo essere innocenti fino a prova contraria?).
    Internet è una possibilità in più per la libertà, forse ancora per poco, ma è interesse di tutti difenderla, prima che qualcuno non riesca a mettere fuorilegge ogni opinione contraria ai più forti.
    Se tutti quelli che offrono la possibilità di contravvenire a qualche alla legge sono “pirati”, allora chiudiamo tutto.