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Cile, il Governo aiuterà gli studenti a coprire le spese per l’Univeristà

24 April 2012versione stampabile

Il Governo cileno, tramite il suo Ministero dell’Istruzione, ha annunciato che lo Stato s’impegnerà a coprire le spese degli studenti per i corsi universitari. Il tutto arriva a seguito delle manifestazioni del 2011 che coinvolsero migliaia di studenti e delle continue proteste e lotte messe in piedi dalla Federazione degli studenti che non intende arrendersi finché non avrà ottenuto una riforma strutturale dell’educazione.

Le proteste hanno sempre avuto quale principale obiettivo le intenzioni del Governo, indirizzate a lasciare sempre più spazio ai privati nel settore dell’istruzione superiore, basata sul classismo e sulla discriminazione. Grossa soddisfazione è stata espressa da Gabriel Boric, attuale presidente della Federazione degli studenti dell’Università del Cile (FECH), che si congratula con il Ministro della Pubblica Istruzione cilena, Harald Beyer, e che ricorda come quest’apertura sia stata possibile grazie al movimento studentesco, finalmente in grado di raccogliere i frutti di una lotta necessaria. A questo punto l’istruzione pubblica resterà tale e le banche smetteranno di finanziarla, perché sarà responsabilità del solo Governo.

Gli studenti inoltre non dovranno più sostenere il perenne debito dovuto al CAE (Credito con Aval del Estado), un prestito elargito ai ragazzi iscritti al sistema universitario che non potevano permettersi di pagare le rette spropositate. Per tutti, dunque, il Cae da sempre significa indebitarsi a vita. I Cae sono basati su tassi di interesse altissimi che la maggior parte degli studenti finisce di pagarli dopo anni dalla laurea. Per non parlare di coloro che vengono scoraggiati da questo vincolo e che smettono di studiare. Una maniera per selezionare le future classi dirigenti e per assicurare lo status quo. Fino a ora, però. Perché grazie alle rivolte studentesche il Governo ha dovuto cedere e dell’operazione ne beneficerà il novanta per cento degli universitari. La riforma prevede anche una maggior copertura delle borse di studio, accessibili sin dalla selezione universitaria a seconda dei piazzamenti nei test d’ingresso e un abbassamento dei tassi dei Cae già concessi.