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Consiglio d’Europa approva il rapporto sulla morte dei 63 migranti

24 April 2012versione stampabile

Con 108 voti favorevoli su 151 l’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha approvato il rapporto con cui chiama in causa gli Stati, tra le altre nazioni anche l’Italia, colpevoli della morte di 63 migranti avvenuta nel marzo del 2011 a largo del Mediterraneo. L’assemblea ha rifiutato gli emendamenti presentati dal Ppe della delegazione italiana che miravano a eliminare la parte del testo in cui si asserisce che l’Italia era da considerarsi responsabile per il coordinamento degli aiuti.

“Con questo rapporto si è affermato un precedente con cui si stabilisce che il primo Paese che riceve un sos ha l’onere di prestare i soccorsi”, ha affermato Luigi Vitali (Pdl) presidente della delegazione italiana, che ha poi aggiunto: “Tuttavia questo non è un principio contenuto in alcuna norma vigente”. La Nato ha respinto ogni responsabilità per la morte dei 63 migranti, chiarendo di non essere in possesso ”di immagini satellitari che avrebbero potuto  aiutare ad identificare navi militari, commerciali o di altro tipo” presenti in quel momento. ”La Nato non ha dichiarato una ‘zona militare’ nel Mediterraneo e non ha svolto un ruolo di coordinamento per le operazioni di ricerca e salvataggio nell’area” ha dichiarato la portavoce Oana Lungescu. Ammettendo allo stesso tempo che ”elicotteri partiti da navi sotto comando Nato hanno volato nella zona del barcone dei migranti al momento dell’incidente”, nella lettera la Nato insiste che ”non ci sono elementi” in suo possesso ”che leghino elicotteri sotto comando Nato al momento e al luogo in cui i sopravvissuti hanno riferito di avere ricevuto acqua e biscotti”. Nel momento dell’incidente tengono a chiarire che ”solo 8 navi sotto comando Nato erano nel Mediterraneo, per perlustrare un’area operativa di 61 mila miglia nautiche”.