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Venezuela, Pdvsa un biennio orribile fra incidenti e perdite di greggio

24 April 2012versione stampabile

Il biennio 2010/11 non è stato il più positivo per Pdvsa, la compagnia petrolifera statale venezuelana, una delle più importanti al mondo.
Secondo le stime diffuse da qualche giorno il 2010 ha visto le condutture aziendali perdere il 69 per cento in più di greggio rispetto all’anno precedente.
Nemmeno l’aspetto sicurezza sul lavoro sta godendo di un periodo eccellente. Dal 2003 a oggi sono stati 78 i lavoratori che hanno perso la vita e ben 2.807 quelli che hanno subito lesioni.

L’ultimo incidente di rilievo è avvenuto nella famosa e importante Faja del Orinoco, dove si concentrano molti campi petroliferi.
Un’impresa così grande, ricca e importante a livello mondiale può permettersi tanti incidenti? Secondo i più critici no. E proprio dalle voci critiche arriva il monito: investire maggiori risorse per la manutenzione e per la formazione del personale.

Pdvsa era sempre stata considerata una delle aziende mondiali con più attenzione per la sicurezza sul lavoro. Addirittura negli anni a cavallo fra il 1998 e il 2002 l’indice che indicava il numero di incidenti per milione di ore lavorare era compreso fra lo 5,5 e lo 0,8. Nel 2011 fu del 9,40.
“Le nostre raffinerie hanno il record di di giorni senza incidenti” rassicura Eddie Ramirez, coordinatore dell’organizzazione “Gente del Petroleo” ed ex dirigente della compagnia petrolifera.

I critici puntano il dito conto i dati e sostengono che se è vero che i 78 decessi di lavoratori sono un numero inferiore rispetto alle vittime Usa dello stesso periodo e settore, è anche vero che Pdvsa impiega 100mila lavoratori e gli Usa più di 2,2 milioni.
E per tutti gli scettici sugli investimenti, dalla sede della compagnia si ricorda che l’anno scorso Pdvsa ha investito centinaia di milioni di dollari nei programmi sociali riguardanti scuola e sanità.

“Ci hanno sempre criticato – ricorda Ramirez – perché investivamo i proventi del petrolio in programmi sociali e non economici. Ma è lo scopo che ci eravamo prefissati e sono aspetti che si devono assumere le aziende statali. Stiamo costruendo un modello che crei le basi per l’affermazione del socialismo del XXI secolo e contro l’esclusione sociale”.