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Usa, Washington Post prevede squilibri nel Maghreb e nel Sahel

27 April 2012versione stampabile

Dalle colonne del Washington Post il direttore del Michael S. Ansari Africa Center, Peter Pham, analizza i rischi che l’instabilità dei popoli del Sahara occidentale causeranno da qui a breve a tutto il Maghreb Islamico. Pham, in previsione di un Sahara occidentale indipendente, indica la regione come prossimo teatro di smercio per traffici di droga ed arruolamento di al-Qaeda. La zona ospita i campi dei saharawi, etnia nomade le cui richieste di autodeterminazione sono sempre state rigettate per il grosso interesse che le Potenze internazionali (Spagna e Marocco) avevano ed hanno (in quel posto c’è una grossa presenza di fosfati). In questo momento però, con il Mali in subbuglio, che ha cessato d’essere una culla di democrazia (situazione anomala in quella parte d’Africa) si aprono scenari favorevoli all’unione dei saharawi con al-Qaeda, che potrebbe far breccia nelle necessità della minoranza nomade. Al-Qaeda potrebbe arruolare la minoranza e spingerla nel contesto già indipendentista del nord del Mali.

L’analisi sul Washington Post sembra prevedere un prossimo traffico di armi e di droga, in grado di destabilizzare tutto il Nord Africa ed il Sahel.