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Esordi e ritorni

30 April 2012versione stampabile

Il Nota Bene di questa settimana propone quattro voci, due al maschile e due al femminile, che si sono appena incamminate sulla strada della musica, oppure hanno ripreso a percorrerla dopo averla guardata da lontano per un po’.

Nicola Pisu ci ha spedito un suo disco, Abacastra, realizzato in proprio e in cerca di un distributore. Le ultime notizie dicono che lo abbia trovato nella torinese La locomotiva. I dieci brani, tutti composti da Nicola, un amico di Emergency, come dimostra la maglietta da lui indossata nella foto del retro di copertina, hanno radici nella letteratura sarda. I testi si ispirano, infatti, molto liberamente, a due romanzi di Salvatore Niffoi, La leggenda di Redenta Tiria e Il viaggio degli indigeni. L’impianto musicale è melodico, punteggiato da “sporcature” che regalano sorprese all’ascolto. Semplici e maneggiati con grande cura, gli strumenti: la chitarra acustica, le percussioni, i fiati, il basso, la fisarmonica, le launeddas… La voce di Pisu ha somiglianze evidenti con quella di un Faber molto giovane, senza che ciò generi il sospetto di imitazioni peraltro impossibili.

Anche Gipsy Lune dei Sheta Vayas è un debutto, purtroppo non ancora in circolazione. Diciamo “purtroppo”, perché i cinque ragazzi ci sanno fare, incrociando le geografie sonore dei Balcani con quelle del flamenco, della classica, del jazz manouche, dell’elettronica. Le sei tracce, che lasciano appena trasparire la ricerca in corso di un cammino preciso, hanno i loro “best” in Djin e Sunshower. E l’impiego di strumenti difficili come il sitar, lo zither a 32 corde, il bouzuki, dimostrano che il gruppo lavora sul serio, ricerca, esplora, azzarda accostamenti dentro i quali fa splendida figura il delicato violino di Cecilia Grifone. Non mollate, giovani Sheta.

Nome assai noto agli amanti del jazz, e raffinata interprete di repertori impegnativi, Ada Montellanico è appena uscita con un disco, Suono di donna, al cui cospetto, inchinarsi è gesto spontaneo di omaggio. Due i brani nuovi, Meteora, firmato da Ada con il trombettista Giovanni Falzone, mentre soltanto suo è Trepido sguardo. Gli altri otto sono magnifici confronti con gli spartiti di signore che si chiamano Joni Mitchell, Carol King, Carmen Consoli, Ani DiFranco, Bjiork… Hai detto niente! Montellanico si appropria, nel senso più nobile del verbo, di ciascuna delle tracce scelte, scavando con maestria dentro le note e le parole, i sentimenti e le intenzioni, l’anima e la forza. L’impasto è perfetto, l’equilibrio interpretativo avulso da ogni benché minima incertezza, la fusione artistica con i sette musicisti che l’accompagnano e assecondano è totale. Se Ada Montellanico verrà in concerto dalle vostre parti, non perdete l’occasione per ascoltarla, e applaudirla, dal vivo.

Ritorna sulla scena, e ne siamo lietissimi, dopo due album e quattro anni di silenzio, la veronese Veronica (l’allitterazione è casuale) Marchi, con La guarigione. Il titolo non allude a una malattia, quanto a un lungo ripensamento artistico e personale, a un’evoluzione che, in questo caso, ha prodotto ottimi risultati. Liscia come la seta, e al tempo stesso in grado di svisare a seconda del brano affrontato, la voce di Veronica è proprio una gran bella voce, che magnetizza in Passanti distratti, Tempo, La passeggiata. Un disco da ascoltare nel silenzio delle ore serali tarde, o nel pomeriggio intimo di una domenica. Tutti i brani sono stati registrati in diretta e su bobina. Bella sfida. Pienamente vinta.

 

Info

– Nicola Pisu, Abacastra (autoprodotto)

myspace.com/nicolapisu, nicopisu@libero.it (ascolto e acquisto)

 

– ShetaVayas, Gipsy Lune (autoprodotto)

myspace.com/shetavayas, myspace,com/elbandidosguitar (ascolto e acquisto)

 

– Ada Montellanico, Suono di donna (Incipit Records/Egea Music)

egeamusic.com (ascolto e acquisto)

 

– Veronica Marchi, La guarigione (Cabezon Records/Audioglobe)

cabezonrecords.com (ascolto e informazioni)