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Colombia, appello alle Farc: ‘Liberate Romeo Langlois’

4 May 2012versione stampabile

Stella Spinelli

Ieri, giornata mondiale della Libertà di Stampa, i giornalisti colombiani si sono uniti in un corale appello affinché il reporter francese Romeo Langlois venga liberato, naturlamente ammesso e non concesso che sia prigioniero. Scomparso nella selva del Caquetà sabato, durante un’operazione militare al seguito del battaglione anti-narcotici Rodolfo Herrera Luna – al quale si era unito per testimoniare in che maniera viene condotta la fallimentare lotta al narcotraffico del governo colombiano –, sul reporter di France 24 e Le Figaro non è ancora giunta nessuna notizia certa. Solo supposizioni e un anomalo comunicato diffuso verbalmente da una presunta guerrigliera del Frente 15 delle Farc che lo dichiara prigioniero politico.

La stranezza dell’annuncio sta nel fatto che il Segretariato del gruppo guerrigliero più longevo al mondo, quando vuole comunicare qualcosa, è solito farlo per iscritto, con dichiarazioni firmate e datate. Da sempre evita, infatti, i comunicati orali per ovvi motivi strategici e mai le loro decisioni ufficiali sono sottoscritte da un singolo Frente, perché solo la cupola, nell’organigramma fariano, ha il potere di prendere decisioni e di fare annunci simili. Almeno finora. Quindi, seguendo questo ragionamento, ancora tutto tace dal lato guerrigliero, mentre l’esercito e il governo continuano a supporre e a dedurre. Ma in realtà poco di certo sanno o vogliono far sapere.

Ieri, comunque, molti giornali colombiani hanno pubblicato la foto di Langlois seguita da un messaggio dell’Asociación Colombiana de Editores de Diarios y Medios Informativos, (Andiarios), in cui si esige il rispetto dell’integrità del giornalista e la sua immediata liberazione. “Attaccare un giornalista e far tacere la verità. Solo una società ben informata è garanzia di una società libera”, precisa l’annuncio.

Anche l’Unione Europea si è unita ad associazioni come Reporters sans Frontiers e altre Ong in difesa dei diritti umani nella campagna per la liberazione di Langlois, mentre Colombianos y Colombians por la paz, capitanata dalla ex senatrice Piedad Cordoba – mediatrice d’eccezione con le Farc – ha chiesto alla guerriglia di chiarire una volta per tutte se Romeo sia o meno nelle sue mani.

“Di fronte ai dubbi e alle versioni che si rincorrono su quanto accaduto al giornalista, sollecitiamo le Farc-Ep affinché confermino o meno, possibilmente per iscritto, se Romeo Langlois è nelle mani di qualche Frente, perché, e quali sono le sue condizioni di salute”, recita il comunicato, che invita anche il Governo a evitare qualsiasi piano di riscatto militare. “Sollecitiamo il governo colombiano a evitare il riscatto militare del reporter, di chiarire la situazione in cui si trova il giornalista e di cercare una risposta che sia in linea con le norme stabilite dal diritto internazionale umanitario. Sarebbe una bella maniera per contribuire all’umanizzazione del conflitto armato colombiano”.