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Gran Bretagna, i laburisti vincono le amministrative

4 May 2012versione stampabile

Mario Di Vito
@delniente

Aggrappati a Londra. I Conservatori britannici escono pesantemente ridimensionati dalle amministrative di ieri e non possono che puntare sui risultati che questa sera arriveranno dalla capitale per provare a rendere un po’ meno amaro il boccone ingoiato alle urne. Già, perché i numeri sono eloquenti: i Laburisti hanno guadagnato 700 seggi, i Tory appena 300 e, come se non bastasse, la stima fatta dalla Bbc su scala nazionale parla di un siderale vantaggio di otto punti in favore dei progressisti (39 a 31 percento). Insomma, un mezzo disastro.

Le amministrative in Gran Bretagna, passate un po’ in sordina dietro le politiche francesi e greche che aiuteranno a capire meglio la geografia politica europea ai tempi della crisi economica, confermano quanto i sondaggi di mezzo mondo dicono da mesi: i partiti conservatori perdono terreno, lasciandolo ai partiti di centrosinistra (che pure non hanno grande appeal, ma tengono meglio la botta) e agli schieramenti più radicali, di destra e di sinistra. Infatti, la vera novità di questa tornata elettorale del Regno è l’ottimo risultato dello Uk Indipendence Party, schieramento di estrema destra, populista ed euroscettico, che ha portato a casa un sorprendente 14 percento dei suffragi, pur senza essere riuscito a presentare propri candidati in tutte le circoscrizioni. Confermano la propria forza anche i liberaldemocratici, stabili al 16 percento, anche se – per la prima volta da quando sono nati nel 1988 – i consiglieri eletti sono scesi sotto quota 3000. Discreto anche il risultato del movimento di estrema sinistra Respect, che in più zone ha attuato un ‘patto di desistenza’ con il Labour, con la conquista delle città di Manningham (57.5 percento), City (56.1 percento), Bradford Moor (42.1 percento), Heaton (39.6 percento) e Little Horton (47.8 percento). Interessante notare anche come l’affluenza sia stata molto bassa: appena un terzo degli elettori chiamati alle urne che hanno espresso la loro preferenza.

I Tory, inacassata la botta, hanno reagito a caldo parlando di risultati prevedibili per delle elezioni di medio termine e sostenendo che – comunque – il Labour ha sì vinto, ma senza stravincere. Dal canto loro, invece, i laburisti possono festeggiare la conquista di Birmingham, feudo conservatore da oltre vent’anni. Adesso, gli occhi sono tutti puntati su Londra, con i sondaggi che danno Boris Johnson, candidato uscente del partito di governo, in leggero vantaggio sul progressita Ken Livingstone. Una vittoria che però non cancellerebbe la disfatta del partito di David Cameron che ha perso in tutte le grandi città del Regno Unito ed è uscito umiliato anche nei distretti dell’Oxfordshire, quelli del Primo Ministro.