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Una bruna Alba d’oro su Atene

6 May 2012versione stampabile

Da Atene, Margherita Dean

 

Aghios Panteleimonas è una zona emblematica di una realtà inquietante della Grecia sprofondata. L’alta concentrazione di migranti, la crisi economica e l’incapacità dei partiti democratici di proporsi quali punti di riferimento della comunità, ha portato all’ascesa di “Alba d’oro”, la quale controlla incessantemente gli spazi pubblici, organizza spedizioni punitive di migranti e dei loro negozi, organizza attacchi alle sedi locali e persone di movimenti e partiti di sinistra o antirazzisti. Anche ai bambini, come racconta Maria, rappresentante del partito di sinistra Syriza, che vive in zona con il figlio di sette anni che riconosce i nazi da lontano e di notte non riesce a dormire.

Nel seggio 674-675, in via Alkmamenous 101, la presenza dei neo nazisti è incessante e indiscreta sin dall’ora di apertura, anche se i rappresentanti di lista non portano nessun distintivo o segno di partito. Hanno, però, un aspetto inconfondibile e l’atteggiamento arrogante di chi si sente sufficientemente magnanimo da tollerare ospiti indesiderati.

Un tale di mezza età e dallo sguardo ostile, osserva attentamente chi entra ed esce dalla scuola. Ogni tanto ripete alla polizia presente di controllare le facce di tutti: “alcuni pakistani hanno cercato di votare nella scuola vicina, che non si ripeta”, intima al poliziotto che lo guarda annoiato.

Quando arriva Themis Skordili, divenuta famosa grazie alle televisioni sensibili alle urla isteriche di una abitante del quartiere degradato e, ora, candidata nelle liste di “Alba d’oro”, l’adorazione per la primadonna dipinge il viso dei seguaci presenti. Anche Themis Skordili si rivolge ai poliziotti: “attenti! Ci sono dei neri che, con carta straccia, cercheranno di votare”. E, con aria trionfante, si avvia a controllare che tutto sia in ordine. Il presidente del seggio la accoglie gelido, le chiede i documenti necessari e si rassegna a subire la presenza della candidata. “Non ci hanno lasciato in pace tutta mattina, sono tremendi. Invece i rappresenti di Nea Dimocratia e Pasok non son neanche venuti. Mi colpisce, erano sempre presenti, in molti”, racconta il presidente.

Passa un’ora ed escono dal seggio due uomini: si soffermano guardandosi intorno e notano un piccolo gruppo composto da rappresentanti delle liste di sinistra. Fanno un cenno della testa fra loro e uno si avvicina alla polizia; sussurra qualcosa indicando i giovani, poi si allontana dicendo loro: “vedrete quali saranno le nostre percentuali e, state certi, alle prossime elezioni saremo noi al governo e facce le ricordo. Anche gli odori e il vostro è cattivo, sporchi. State attenti”. L’altro gli fa osservare che non è il caso di essere troppo aggressivi: “oggi non dobbiamo picchiare nessuno”, aggiunge e si allontanano ridendo.

Una ragazza rimane sgomenta, le si avvicina un uomo sulla sessantina e le chiede se sia greca, “certo”, risponde lei “sono venuta a votare”; “anch’io sono greco e sono di Alba d’oro. Non avere paura di noi, saremo noi che puliremo la Grecia di tutta la sporcizia. Sappiamo chi sono: tutti quelli che ammazzano o rubano faranno una brutta fine”. Poi l’uomo si confonde, la ragazza gli chiede quale sia il programma economico di “Alba d’oro”. “Onorare i debiti” ma inciampa sul corso di pensieri confusi. Meglio, allora, tornare ai migranti e farli sparire. Questo è il problema della Grecia per “Alba d’oro”.