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Argentina vs Spagna, e i nuovi scenari economici fra Ue e Sudamerica

7 May 2012versione stampabile

Alessandro Grandi

La crisi diplomatica fra Argentina e Spagna apre scenari nuovi nei rapporti di forza fra le econimie europee e quelle dei paesi dell’America latina. Il caso più eclatante è la nazionalizzazione del settore petrolifero avvenuta in Argentina, cosa che ha mandato su tutte le furie Repsol che fino a qualche settimana fa si è arricchita con le risorse di Buenos Aires e Madrid che non accetta interferenze economiche per le sue aziende all’estero. Abbiamo contattato telefonicamente Marcelo Langeri, esperto economista che lavora per Clacso (Consejo Latinoamericano de Ciencias Sociales).

Dottor Langeri, quello che accade fra Spagna e Argentina è più una questione economica o politica?
Diciamo che una cosa non può escludere l’altra. Dove ci sono scelte economiche ci sono anche quelle politiche e viceversa. Repsol ha amministrato molto male il suo lavoro in Argentina. Ricordiamoci che quando è approdata in Sudamerica non era certo una grande multinazionale ma lo è diventata grazie all’aiuto di Ypf e delle risorse argentine.
Oggi Buenos Aires ha deciso di recuperare la sua sovranità sulle risorse e credo che ne abbia tutto il diritto. In ogni caso sono questioni sempre aperte, in gioco. Ci sono circostanze che determinano condizioni. In questa circostanza la nazionalizzazione del settore petrolifero ha determinato l’emancipazione di uno Stato, o quanto meno sta contribuendo. E sta cambiando sia economicamente che socialmente.

Da un lato l’Argentina, proprietaria delle risorse, dall’altro Spagna che le vuole sfruttare. Una nuova forma di colonialismo?
Senza dubbio c’è ancora oggi qualcosa che aggancia la realtà al colonialismo. Non possiamo dire che certi atteggiamenti facciamo dimenticare l’impero, anzi. Ci sono tutti i presupposti per dire che esistono ancora retaggi del passato legati alle colonie. Gli spagnoli, ad esempio, hanno sempre avuto pretese sulle risorse argentine.
Però facciamo attenzione: non è più come un tempo e oggi le rivendicazioni della Kirchner sono assolutamente legittime: la presidente lavora per il suo Paese per la sua popolazione, senza secondi fini.

Quindi uno scontro di interessi?
Sì, certo. Da una parte una nazione davvero in crisi, con gli occhi del mondo puntati addosso e il Fondo Monetario che fa paura. Dall’altra una nazione emergente che alza la testa e non si fa intimidire da un Paese o da una multinazionale. Situazioni congiunte nelle quali tutti tirano acqua al loro mulino.

A livello internazionale il Sudamerica ha delle economie forti, cosa che non possiamo dire dell’Europa. Sta cambiando il clima mondiale dell’economia?
I fatti dimostrano che si stanno operando cambi molto profondi. Osservando bene ciò che accade si vede che l’Fmi non si sta preoccupando affatto per la situazione dei paesi dell’America latina. La stessa cosa non possiamo dirla per quelli europei.

Come vede la difesa di Repsol da parte di Madrid? Una difesa d’ufficio, quindi d’interesse economico, o un reale interesse sociale per un’impresa che fornisce anche molti posti di lavoro?
Sono sicuramente convinto che esista sia una che l’altra cosa. Come detto economia e politica oggi si danno la mano e camminano insieme.

L’economia dei paesi in via di sviluppo in America latina ha un futuro, cosa ne pensa?
Vedo che questo è uno sviluppo molto importante. Ha una forza significativa. Vediamo che il Brasile ad esempio ha una potenza straordinaria. Così come Argentina, Venezuela e Bolivia. Poi si affaccerà anche l’Ecuador e non dimentichiamo il Cile. Questi processi di crescita sono molto importanti e non possono e non devono essere sottovalutati.

 

One Response to Argentina vs Spagna, e i nuovi scenari economici fra Ue e Sudamerica

  1. Omar

    8 May 2012 at 00:40

    La repsol è una società spagnola si.. ma a sua volta è formata da vari capitali esteri.. ciò che rimane agli spagnoli è una percentuale bassa. è sicuramente una mossa x spostare l’attenzione dai veri problemi spagnoli e cioè la pesantissima crisi economica. se l’operato della repsol in argentina fosse stato responsabile e non solo mirato allo sfruttamento (possibile che un paese petroliere si veda costretto ad importare derivati del petrolio x il proprio fabbisogno interno!???) sicuramente non si arrivava a simile situazione.