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Grecia, elezioni: a un passo dall’impasse

7 May 2012versione stampabile

Il risultato delle elezioni greche rende difficile formare un nuovo governo. A essere incaricato del primo tentativo di formare il futuro esecutivo sarà Antonis Samaras, capo dei conservatori di Nuova Democrazia, il partito che ha ottenuto più preferenze. Con il suo 18,8 percento ha racimolato, infatti, 108 seggi grazie al premio di maggioranza. Però, visto che l’unico altro partito disponibile ad allearsi è il socialista Pasok, arrivato terzo con il 13,9 e dunque in possesso solo di 41 seggi, arrivare alla maggioranza parlamentare sarà impossibile. Insieme, infatti, i due partiti non raggiungono i 151 seggi su 300 indispensabili per governare. Sarà così necessario coinvolgere un altro partito e tutti guardano alla Sinistra Democratica, che con il 6,10 percento ha 19 seggi. Il suo leader, Fotis Kouvelis, però, pur essendosi sempre detto filoeuropeo, ieri sera ha escluso di entrare in una coalizione con Nuova Democrazia e Pasok.

Se Samaras non riuscirà a formare un governo entro giovedì, quindi, l’incarico passerà al leader del secondo partito, Alexis Tsipras della Coalizione della Sinistra Radicale (Syriza) che con il 16,7 percento ha 52 seggi. Syriza ha fatto campagna elettorale puntando contro il prestito internazionale e punta a una coalizione con i partiti che si oppongono alle misure di austerità. Escludendo Nuova Democrazia e Pasok, quindi, per arrivare a 151 seggi bisognerebbe mettere insieme Syriza (52 seggi), i nazionalisti del partito di destra Greci Indipendenti (33 seggi), i comunisti del Kke (26 seggi), Sinistra Democratica (19 seggi), e anche il partito neonazista Alba Dorata (21 seggi). Una accozzaglia improbabile, che dunque farebbe franare anche il tentativo di Tsipras, che dunque passerebbe la palla al leader socialista Evangelos Venizelos che farebbe il terzo tentativo. Fallito anche questo, si tornerebbe a votare, probabilmente il 17 giugno.