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Grecia, elezioni: puniti i partiti dell’austerità

7 May 2012versione stampabile

I partiti che hanno sostenuto l’austerità escono sconfitti dalle urne. Il rigetto del piano di tagli e riforme imposto da Unione europea, Bce e Fmi ha guidato la mano della maggioranza degli elettori, tanto che il partito di destra Nea Dimokratia di Antonis Samaras ha racimolato il 19,1 percento dei consensi contro il 33,5 ottenuto nelle precedenti elezioni. Risultato ancora peggiore per Pasok di Evangelos Venizelos che ottiene il 13,3 contro il 43,9 del 2009 e si vede scavalcato al secondo posto dalla sinistra radicale (Syriza) che conquista il 16,6.

Le due forze politiche che per decenni hanno dominato raggiungerebbero, dunque, a malapena la maggioranza in Parlamento: 108 seggi per i conservatori e 41 per i socialisti. Quindi solo 150 su 300, con il risultato di una coalizione instabile. Con questi numeri sarà difficile governare. A Syriza andrebbero 51 parlamentari.

Premiata anche l’estrema destra neonazista di Alba dorata che entra in Parlamento con il 6,9 percento dei consensi. Dentro anche i Greci indipendenti (destra) e Sinistra democratica. Migliorano anche i comunisti del KKE. Al di sotto della soglia del tre per cento necessaria per ottenere una rappresentanza parlamentare iVerdi, Laos (estrema destra) e Alleanza Democratica (centrodestra).

La protesta dei greci nei confronti della politica si è manifestata anche attraverso l’astensione, vicina al 40 percento.