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Italia, scuola: al via gli scioperi contro i quiz anti-istruzione

7 May 2012versione stampabile

A partire da mercoledì 9 maggio, una serie di scioperi del personale della scuola indetti dai Cobas diranno no “alla scuola-quiz che smantella l’istruzione”. Lo rende noto Pietro Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas.

“I Signori Invalsi e il Miur, dopo aver ripetutamente modificato le date dei loro ridicoli quiz, stanno spingendo la grande maggioranza dei presidi a esercitare minacce e illegali pressioni su docenti e studenti, affinché non si sottraggano alla distruttiva farsa degli indovinelli Invalsi che verranno somministrati il 9 e l’11 maggio alle Elementari, il 10 alle Medie e il 16 alle Superiori” afferma Bernocchi. “A tal fine si diffondono senza scrupoli – aggiunge – montagne di falsità sull’obbligo di svolgere i quiz in orario scolastico per istituti, insegnanti e studenti e si annunciano provvedimenti disciplinari per chi vi si sottrarrà, con un mobbing che arriva fino a ventilare la sostituzione del personale che, rispondendo alla convocazione dei Cobas, sciopererà il 9 maggio alle Elementari, il 10 alle Medie e il 16 alle Superiori per protestare contro una misera scuola-quiz che smantella materialmente e culturalmente l’istruzione, trasformando i docenti in addestratori di quiz, che preparino gli studenti a una futura manovalanza precaria. Ma né le minacce né le illegalità dilaganti nelle scuole impediranno lo sciopero e la protesta, che si esprimerà anche con varie forme di boicottaggio dei quiz e con manifestazioni e sit-in nelle principali città di docenti ed Ata insieme ai genitori il 9 maggio e con varie strutture studentesche il 16”, dice ancora Bernocchi, che ribadisce: “I quiz Invalsi non sono obbligatori, nonostante la frasetta del Decreto Semplificazioni che li giudica ‘attività ordinaria’. Ogni attività ordinaria al di fuori delle lezioni e delle riunioni degli Organi collegiali, oltre a dover essere decisa da questi ultimi, non comporta alcun obbligo per docenti, Ata o studenti. Diffidiamo infine i presidi dal proseguire nel mobbing contro i docenti anti-quiz e in particolare dal sostituire gli scioperanti, azione che, configurandosi come attività anti-sindacale, ci obbligherebbe a denunciarne alla magistratura i responsabili”, conclude.