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30 calci alla legalità

9 May 2012versione stampabile

Mai e poi mai avrei pensato di scrivere di pallone. Ma quando ho visto la fotografia del nuovo stadio di Torino, quello della Juve, hanno cominciato a prudermi le dita.

30, anche lì. Come sui giornali, con il vicedirettore del Corriere della Sera Pierluigi Battista che inneggia all’illegalità chiudendo un legittimamente orgoglioso articolo celebrativo della vittoria juventina con la scellerata frase “Si ricomincia: con tre stelle, meritate e vinte sul campo, cucite sulla maglia bianconera”.

Come alla Gazzetta dello Sport, che ha avuto uno stop della lavorazione notturna di un paio d’ore perché uno dei capi pretendeva, anche lui, il 30 in pagina al posto del 28 e un suo sottoposto (che 28 aveva scritto) si è rifiutato – giustamente – di correggere titoli e articoli. E’ dovuto, dicono leggende metropolitane, intervenire il Comitato di redazione.

Come ovunque. Ma fino a che l’ovunque sono i bar e le curve dello Juventus stadium, potrebbe anche passare, se non fosse che comunque sarebbe un’indice della diffusa illegalità di questo Paese. E’ quando ci si mettono i dirigenti, e persino i giornalisti, e persino i direttori dei giornali ad esaltare l’illegalità, se anche il Corriere della Sera ne diventa un fiancheggiatore a uno vien voglia di arrendersi. Di pensare e anche dire che per questo Paese non c’è più davvero niente da fare. In Italia, lo Stato tollera di essere calpestato e disprezzato (non legittimamente criticato) pure dai giornali che lautamente finanzia.

E poi dicono che la libertà di stampa è in pericolo…

 

12 Responses to 30 calci alla legalità

  1. Paolo Morelli

    9 May 2012 at 15:28

    A questo punto, se le cose stanno così, il Toro ha almeno 8 scudetti.

    • Ugo

      10 May 2012 at 13:55

      Il Toro vuole la stella!!!

  2. Valeria

    9 May 2012 at 17:07

    ma questo non è il giornale di Emergency? un sentito chissenefrega del calcio??

    • Maso Notarianni

      9 May 2012 at 17:26

      Assolutamente d’accordo, Valeria. Anche più di un sentito chissenefrega. Il punto non è il calcio, il punto è il vicedirettore del corriere della sera che sostiene l’illegalità, che dice che è giusto andare contro ad una sentenza. Il problema non è il calcio, di cui a me interessa poco e al giornale ancor meno. Il problema è la società in cui viviamo che interessa, e molto, sia a me che a questo giornale che ad Emergency.

  3. gg

    9 May 2012 at 17:12

    perché secondo te quella è legalità? La famosa storia scritta dai vincitori. Con scudetti tolti e assegnati a caso…il fatto è che se la tanto decantata “legalità” è così parziale e totalmente priva di credibilità, non ha più un valore in sè. E’ palese a tutti che il processo di calciopoli fu giustizia sommaria, seguendo il motto “colpirne uno per educarne cento” e con decisioni prese alla velocità della luce ignorando una quantità incredibile di materiale probatorio che metteva nella stessa posizione della Juve almeno altre 3 squadre di A.
    E’ comunque una situazione paradossale, dove chi dovrebbe essere imparziale e prendere decidere obuiettive si nasconde dietro a un dito (FIGC) e non risponde. C’è un’opacità che porta al crearsi di queste situazioni assurde in cui “ufficialmente” gli scudetti non ci sono, ma “moralmente” tutti riconoscono che ci dovrebbero essere.

  4. Paolo

    9 May 2012 at 23:09

    Poi, di contraltare, esce fuori uno che dice:
    ” ehi! ma non vedete? Quello sta facendo una cosa illegale! Anche l’altro? E quello lì? ….. Ma, allora……..
    Visto che io non sono più l’unico colpevole???
    Visto che io non sono l’unico colpevole???
    Visto che non sono l’unico colpevole???
    Visto che non sono colpevole???
    Visto che non sono???
    Visto che sono???
    sono 30, basta contare, e io sono, quindi conto!

    PAolo

  5. Sandro Scarpa

    10 May 2012 at 10:13

    La legalità, fino a prova contraria, è quella sentenziata in un tribunale di giustizia ordinaria e quel tribunale ha sentenziato che la Juventus è estranea dai fatti addotti a Moggi e non esiste prova alcuna di campionati irregolari.
    Se si fa riferimento alla giustizia sportiva, quest’ultima ha deliberato che altre squadre (Inter, Milan..) avevano commesso tramite loro rappresentanti legali gli stessi reati ascritti a Moggi (che non era rappresentante legale) ma gli stessi risultano prescritti (il termine per la prescrizione è stato modificato successivamente al primo processo sportivo..) e si è proclamata “incompetente” nel revocare uno scudetto assegnato all’Inter in quanto “non esiste un atto o un documento ufficiale di assegnazione” ma solo un comunicato stampa.
    In attesa di una riapertura del processo sportivo è corretto considerare 28 gli scudetti alla Juve, ma anche uno in meno all’Inter. Tuttavia le regole sulle iscrizioni e diciture sulle divise ufficiali sono molto vaghe e la stella stessa che simboleggia 10 scudetti non è un’invenzione ufficiale della FIGC ma di Agnelli che decise di festeggiare il 10° scudetto.
    Se prendiamo questa storia come emblema dell’illegalità diffusa in Italia dovremmo considerare la Juve una vittima non un carnefice.

  6. Valerio

    10 May 2012 at 10:35

    Il paese dell’illegalità, il paese in cui il primo ministro sostiene senza problemi e senza remore di aver telefonato in questura per non far arrestare una prostituta minorenne.
    Quindi di cosa ci meravigliamo? Entrando e uscendo subito dal calcio, ci meravigliamo che una società sportiva che ha dopato i propri tesserati per anni, che ha truccato incontri per anni, ammetta il proprio errore? Naaaaaaa è più facile dire ‘ma lo facevano pure gli altri’: questo è il classico esempio di come funziona la società italiana, dove invece di indignarsi per quello che fanno gli altri lo si usa a giustificazione per farlo noi stessi.

    • gg

      10 May 2012 at 11:35

      In uno stato di diritto in cui si rispetti la legalità, le tue affermazioni “società sportiva che ha dopato i propri tesserati per anni, che ha truccato incontri per anni” dovrebbero essere supportate da prove e non da vox populi, altrimenti non sono altro che diffamazione. Vige la presunzione di innocenza, non di colpevolezza.

      • Valerio

        10 May 2012 at 11:59

        Beh mi pare che le prove ci fossero visto che c’è stato un processo e il medico s’è salvato solo per prescrizione ed è stato condannato in primo grado. Ma siamo sempre nel paese in cui la prescrizione viene considerata un’assoluzione.

  7. Gio

    10 May 2012 at 12:55

    Maso, ma perche’ ti ostini a trattare come sinonimi legalita’ e onesta’? Essere all’interno della legalita’ non vuol dire sempre essere nel giusto.
    Come diceva Howard Zinn “E’ giusto disobbedire a leggi ingiuste, ed è giusto disobbedire alle sentenze che puniscono la violazione di quelle leggi”.
    Perche’ non utilizzi una parola piu’ neutra e corretta come “onesta'”?. O magari non so, pensiamone un’altra!

    “30 calci all’onesta'” Non suona meglio ;) ?

    PS: ma chi se ne frega del calcio! Che si comportassero vivamente da disonesti, almeno le persone si disaffezionano e usano quel tempo per dedicarlo ad altro! Magari ad emergency!

  8. Luca

    10 May 2012 at 13:11

    Non capisco cosa c’entri lo Stato. Si tratta di giustizia sportiva, cioè “privata”, che esclude per principio il ricorso alla giustizia ordinaria (la quale, dal canto suo, non ha rilevato, mi pare, comportamenti penalmente perseguibili da parte di tesserati Juve).
    Certo, l’iniziativa è comunque criticabile per quello che rivela sul senso generale del rispetto delle regole. Però non tiriamo a mano lo Stato. Chi perde credibilità è la FIGC: alla quale, del resto, coerentemente, la Juve ha chiesto danni per più di 400 milioni di euro.
    E poi, perdonatemi, ma è difficile non cedere al sospetto che dalle parti di Emergency ci sia una certa simpatia per i colori nerazzurri che fa reagire in maniera spropositata alla terza stella (la quale, tra parentesi, è una consuetudine non codificata da alcuna regola). A proposito di correttezza giornalistica, non sarebbe carino che, oltre a indignarvi per questo vulnus intollerabile della terza stella, raccontaste, che so, della quotazione in borsa della Saras?