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Cartoline di viaggio dal nano liberato

9 May 2012versione stampabile

foto e testo di Mauro Pagnano

Nel 1995, in Francia, nasce il “Fronte di liberazione dei nani da giardino”, con il dichiarato scopo di liberare le suddette statuette, imprigionate in ville, giardini e condomini, per piazzarle in spazi pubblici e in aperta natura.
Ogni nano viene poi immortalato nella sua nuova destinazione con dei classici scatti da turista. In Francia, come in Svizzera ed in altri paesi europei, queste goliardiche bravate hanno impegnato perfino le aule dei tribunali. I nani, da molti considerati come oggetti di cattivissimo gusto e da altri veri e propri pezzi di culto, spesso sono custoditi gelosamente dai proprietari che non hanno esitato a sporgere denuncia per il furto subito.
Per il fronte di liberazione lo spirito del nano va liberato perché il suo posto è nella natura. Anche in Italia esiste un fronte di liberazione dei nani dai giardino che tra i tanti, ha liberato anche il nano di questa storia. Intrapreso il suo viaggio alla ricerca di un posto degno del suo spirito, in mezzo alla natura incontaminata e non cementificata, ora il nano vaga tra le campagne di quella terra che gli antichi romani chiamavano “Felix”, perché era considerata la più fertile di tutto il mondo conosciuto fino ad allora. Una delle poche terre che, ancora oggi, è capace di restituire 3 raccolti all’anno senza l’uso di particolari fertilizzanti. Una terra che ha portato e porta ancora migliaia di tonnellate di ortaggi e frutti autoctoni sulle tavole di tutta Italia e d’Europa.
Ma questa terra, a causa delle politiche sia locali che nazionali, scellerate e corrotte, a causa di un’imprenditoria deviata, a causa dell’onnipresente camorra e spesso a causa dello scarso senso civico di alcuni cittadini, produce da anni anche qualcos’altro. Qualcos’altro che puzza, che scotta come un rogo tossico, che avvelena, che provoca tumori e a volte uccide.
A circa un anno dal decreto legge che ha stabilito la fine del commissariato di emergenza rifiuti in Campania e a 18 anni da quello che lo aveva insediato, parte il viaggio del nano.
Oggi a Napoli per chi scatta una foto a Via Parthenope, o dalla collinetta di Posillipo, è ancora abbastanza facile emulare le storiche cartoline di uno dei panorami più famosi al mondo, senza avere lo sfondo intasato da migliaia di sacchetti colorati e nausebondi. Ma cosa accade se si decide di spostare l’obiettivo dagli scenari più noti per volgerlo sull’orizzonte dell’entroterra campano? Questo lavoro fotografico è la risposta del nano liberato, tra denuncia e amareggiata derisione.

Qui di seguito l’elenco dei luoghi visitati dal nano:

foto 1: Orta di Atella (Ce),24/03/2012. Orta di Atella (Ce),24/03/2012. Come ogni viaggio che si rispetti anche questo comincia on the road. Imbocco della statale 7 bis, meglio nota come asse di supproto Nola- Villa Literno.

foto 2: Caivano (Na) 22/01/2012. In aperta campagna, sullo sfondo un il rudere di un antico casolare agricolo. Rifiuti di ogni tipo, copertoni, elettrodomestici, materiale edile, sacchi con rifiuti solidi urbani.

foto 3: Caivano, 22/01/2012. Lastre di amianto. In aperta campagna Via S. Arcangelo è uno dei pochi punti dove è possibile fare attività fisica a cielo aperto in una zona che da storicamente agricola è stata trasformata da una selvaggia speculazione edilizia.

foto 4: Confine Casoria/Afragola 01/02/2012. E’ la zona dei grandi centri commerciali, percorsa da centinaia di auto al giorno e la situazione è in questo stato da decenni.

foto 5: Confine Casoria/Afragola 01/02/2012- Rogo tossico. lo stesso sito a distanza di soli due giorni- Oggetto di un incendio scoppiato durante la notte. Alle 11,00 circa del mattino seguente, nonostante la pioggia incessante caduta durante la notte, il rogo ancora fumava. I rifiuti, anche quelli non speciali, in seguito ai roghi diventano rifiuto speciale e i costi per lo smaltimento si innalzano vertiginosamente.

foto 6: Caivano (Na) 18/02/2012. Rogo di rifiuti a ridosso delle campagne. La zona è quelle delle 5 vie, dietro un accampamento rom. I roghi tossici sono così frequenti e le nubi così alte da spingere un gruppo di giovani a fondare un movimento chiamato “La Terra dei fuochi”. Un recentissimo comunicato dei medici per l’ambiente della Campania ha pubblicato un comunicato sui rischi per la salute dei Vigili del fuoco impegnati quasi quotidianamente nel tentativo di spegnere i roghi tossici della terra dei fuochi.

foto 7: Località tra Terzigno e S.Giuseppe Vesuviano. 26/02/2012
S. Giuseppe Vesuviano è uno dei comuni a ridosso del parco nazionale del Vesuvio. Il comune è noto anche per la presenza della più popolosa comunità cinese del sud Italia. La zona, oltre ad essere famosa per la coltivazione di nocciole lo è stata per decenni per la presenza di piccole fabbriche tessili. Ora. La maggior parte di queste fabbriche sono state rilevate dai cinesi, che qui hanno anche aperto decine di punti vendita. Oltre ai soliti tipi di rifiuti la peculiarità di questi luoghi è dato dallo scarto delle lavorazioni tessili. Tonnellate di sacchi, molti dei quali impregnati dei solventi chimici che andrebbero smaltiti ad alti costi dalle aziende, sono riversati a ridosso delle campagne coltivate con alberi di nocciola e, come spesso accade, a renderli più tossici sono i roghi (vedi immagini successive).

foto 8: Località tra Terzigno e S. Giuseppe Vesuviano (Na) 26/02/2012. Lastre di Eternit in fibra di amianto abbandonate in un terreno adiacente ad un campo coltivato con alberi di nocciola.
Poche settimane prima di questo scatto, il 23 febbraio del 2012, dal palazzo di giustizia di Torino si attendeva l’esito di un processo storico per il nostro paese. Si trattava del processo contro Lo svizzero Stephan Schmidheiny e il belga Luois de Cartier, proprietari, in periodi diversi, proprietari in periodi diversi della società di produzione dell’amianto con 4 stabilimenti in Italia (Casale, Cavagnolo, Rubiera, Bagnoli), sono stati condannati per disastro ambientale doloso permanente e omissione dolosa di misure di sicurezza.

foto 9: Napoli, 18/03/2012.
Località Chiaiano. Anche Chiaiano, come Terzigno, a detta degli ambientalisti locali è un luogo emblematico della scellerata e criminale politica sulla questione rifiuti in Campania. La zona è caratterizzata dalla presenza ben 53 cave che negli anni sono state utilizzate per l’estrazione di tufo. In quello che per molti è considerato l’unico polmone verde della città di Napoli, una di queste cave è stata utilizzata come discarica legale, La zona è stata prima teatro di estrazione selvaggia da parte della criminalità organizzata e poi, come appurato dalla Sezione Aerea della Guardia di Finanza nel 2008, ricettacolo di sversamenti illeciti.

foto 10: Taverna del Re- Confine Giugliano- Villaricca (Na) 05/02/2012
Sette milioni di tonnellate di eco balle depositate in aperta campagna e che coprono una superficie grande come 7 campi da calcio. A ridosso della famosa campagna coltivata a frutteti.

foto 11: Acerra (Na) 14/01/2012- Inceneritore- Nano-Particelle
Tra le foglie di “friarielli”, una famosa qualità di broccoli tipicamente campana. L’inceneritore è stato costruito in quella che forse è la zona con maggiore storia agricola della Campania. Nel pieno della Campania felix.. Ad Acerra vige il divieto di pascolo e di allevamento di bestiame per l’alto tasso di diossina nel terreno e per l’inquinamento delle falde acquifere ma le autorità non hanno mai pensato di vietare la coltivazione.

 

6 Responses to Cartoline di viaggio dal nano liberato

  1. peppe d'errico

    10 May 2012 at 12:36

    BELLE FOTO
    BEL TESTO
    ALMENO QUALCOSA DI BELLO C’E’
    BRAVO
    PEPPE DA AREZZO

  2. Mauro

    10 May 2012 at 13:20

    Grazie mille… spero solo che ci sia altro di bello e che il nano non debba venire fino alle campagne aretine per trovare un posto degno :). Si tratta di una situazione alla quale solo pochi danno spazio, purtroppo ciò che gira intorno a tutta questa situazione è tragica da queste parti e da quando le strade di Napoli non sono più invase dai rifiuti l’attenzione mediatica sulla questione è calata drasticamente. Ma il vero problema è sempre stato quello che accade nelle periferie. Per questo ne approfitto per ringraziare E che ci ha creduto.

  3. DANIELA

    11 May 2012 at 00:19

    Bravissimo fotografo, idea geniale. Dovreste farci un lavoro editoriale con queste foto e commenti. PENSATECI.

  4. peppe d'errico

    11 May 2012 at 09:32

    no nemmeno nelle campagne aretine troversti pulizia totale, solo che qui riescono meglio di noi a mettere la polvere sotto il tappeto. le periferie certo sono il punto focale delle società capitalistiche ma si punta il faro sulla vetrina e il retrobottega scoppia di merce avariata e scarti d’ogni tipo e su questo i poteri grandi e piccoli giocano a spese dei soggetti deboli.

  5. Nando

    20 May 2012 at 18:55

    ;)

  6. carlo

    21 May 2012 at 16:57

    Vi domanderete: ma dove sono gli altri sei nani?
    abitando a circa 300 mt dalla foto 4 (casoria-afragola) vi segnalo che gli altri sei nanetti sono deceduti a causa di tumori provocati dalle continue esalazioni di gas tossico sprigionato dai cumuli di spazzatura in fiamme o in autocombustione.
    ah dimenticavo…io, in quanto uomo, non sono Biancaneve e quindi non potendo attendere il Principe Azzurro per tornare in vita, aspetterò che qualche politico di turno risolva la situazione…ecco adesso ci che ho paura di morire!!!