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Milano “ripudia” la guerra, e dice no agli F-35

10 May 2012versione stampabile


Segnala gli sprechi, istruzioni per l’uso

Clicca qui per segnalare al Governo le spese militari, la parata del 2 giugno, i caccibombardieri F35…


Enrico Piovesana

Il Comune di Milano aderisce ufficialmente alla campagna nazionale “Taglia le ali alle armi” contro l’acquisto dei 90 cacciabombardieri F-35, chiedendo al governo di destinare le risorse risparmiate (oltre 10 miliardi di euro) per supportare le amministrazioni locali nelle politiche sociali e di sviluppo del territorio necessarie a fronteggiare la crisi.

“E’ uno spreco – ha detto il Sindaco Pisapia – spendere una somma così ingente per degli armamenti, che peraltro sono inutili, in presenza dell’articolo 11 della Costituzione che usa una parola molto forte: l’Italia ripudia la guerra. E’ importante ricordarlo a tutti gli italiani, al Governo, al Parlamento, ai giovani: ‘ripudia’ significa che nulla vogliamo avere a che fare con la guerra e oggi, in un momento di crisi, spendere delle somme simili per degli armamenti che sono inutili e in contrasto con la Costituzione è assolutamente sbagliato, è fuorviante”.

“La Giunta comunale e il sindaco Pisapia hanno accolto la mozione approvata il 16 aprile dal Consiglio comunale che chiede al governo di fare una scelta razionale bloccano una spesa incredibile che costituisce un’offesa al buon senso”, ha dichiarato oggi in conferenza stampa a Palazzo Marino l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, componente della direzione nazionale del Pd ed ex segretario cittadino dei Ds. “Tutti quei soldi buttati potrebbero essere destinati al welfare e allo sviluppo di qualità”.

“Ognuno di quegli cacciabombardieri costa almeno 140 milioni di euro”, ha spiegato Majorino. “Per dare un’idea, la spesa per un aereo e mezzo equivale a quanto il nostro Comune spende per le politiche sociali. Con i soldi risparmiati per comprarne due potremmo abbattere tutte le barriere architettoniche in città,  o risistemare con interventi di riqualificazione tutte le scuole di Milano.Sono arrivati a dire che quei caccia servono per garantire la sicurezza all’Expo del 2015! E’ vero il contrario, perché se si vuole salvare l’Expo basterebbero due caccia in meno per poter terminare la metropolitana di cui Milano ha estrema necessità per l’evento”.

“Oggi stesso – ha annunciato l’assessore Pd – il sindaco Pisapia scriverà personalmente una lettera al ministro della Difesa di Paola per chiedere al governo di bloccare questo ennesimo spreco di Stato. Speriamo che il governo tecnico di Monti non si dimostri colluso con l’industria degli armamenti come lo erano i governi passati”.

A Palazzo Marino era presente anche Francesco Vignarca, coordinatore nazionale della campagna contro gli F-35. “Questa campagna, cui siamo felici abbia aderito un Comune importante come Milano, non nasce da una posizione ideologica, ma dalla semplice domanda su come vengono spesi i nostri soldi: i militari dicono che gli F-35 servono perché i nostri aerei sono vecchi? Beh, anche le nostre scuole lo sono! Comprare quegli aerei non è una priorità per il nostro Paese! La spending review contro gli sprechi avviata dal governo vale 4,7 miliardi di euro, cioè meno della metà del programma F-35”.

 

2 Responses to Milano “ripudia” la guerra, e dice no agli F-35

  1. Nik

    10 May 2012 at 17:23

    invece dev’essere soprattutto una posizione ideologica!!!

  2. Tuccio14

    11 May 2012 at 16:41

    Mettetelo tutto ‘sto benedetto articolo 11 una volta tanto!

    …consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

    Che i nostri padri costituenti fossero così miopi da vietare alla futura Italia di stare nella futura NATO e nella futura UE? No, proprio no, infatti continuiamo a sganciare bombe nel nostro cortile di casa in accordo al diritto nostrano ed a quello internazionale, come lo stesso Napolitano ha ricordato in più occasioni prima della campagna di Libia.

    Per non parlare del fatto che il ritorno dell’investimento nell’F-35 è calcolato in circa 1 a 6, e sottolineo investimento, cosa che rende i futuri cacciabombardieri non solo utili, ma ance profittevoli per i bilanci dello Stato italiano, che tramite Finmeccanica incasserà buona parte dei ritorni.

    Potremmo scegliere di riconvertire Finmeccanica e Fincantieri totalmente al civile, ma finchè non si avranno i fondi e la forza di farlo l’unica alternativa è farle funzionare bene.