home » italia » Italia, allarme terrorismo e nuove strategie securitarie

Italia, allarme terrorismo e nuove strategie securitarie

14 May 2012versione stampabile

Mario Di Vito
@delniente

E’ scattato ufficialmente l’allarme terrorismo in Italia. La gambizzazione dell’ad di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, e la prospettiva di altri attentati di matrice anarchica insurrezionalista hanno sollecitato una risposta ‘di ferro’ da parte del ministero degli Interni: per proteggere “quattrocento obiettivi sensibili” sarà messo in campo l’esercito. L’ha promesso lo stesso ministro Cancellieri, specificando che , comunque verranno utilizzati “militari già in servizio”, cioè, razionalizzando le forze già attive. Ormai non ci sono più dubbi: la sedicente Federazione Anarchica Informale è un pericolo pubblico e bisogna prepararsi a ogni eventualità.

Così, mentre a Genova le indagini procedono ancora a “tutto campo”, visto che – come ha spiegato a eilmensile.it Aldo Giannuli – la lettera di rivendicazione firmata ‘Nucleo Olga’ da sola non vuol dire niente, il governo ha già deciso di gettare nella mischia la sua carta più pesante: l’esercito nelle città, il controllo militare del territorio. “Abbiamo le idee chiarissime – ha detto Cancellieri ai cronisti –, ma il piano verrà deciso nel Comitato nazionale di giovedì quindi qualsiasi anticipazione non solo non sarebbe seria ma non sarebbe nemmeno supportata dalle analisi che stiamo facendo sul territorio”. Tutto questo mentre la politica si interroga –  senza venire a capo di nulla e con risultati spesso ai limiti del comico – sulle cause di questo ritorno a una tensione che si pensava morta da qualche tempo. E’ in questo clima di confusione e incertezza che giovedì arriva l’appuntamento cruciale del Comitato nazionale che dovrà decidere come agire, con quali forze e per quale scopo.

La questione non è per nulla scontata, le casse sono quasi vuote e il rischio di un nuovo flop dal punto di vista dell’opinione pubblica è altissimo. Comunque, il primo a ricevere un trattamento particolare è Giuseppe Orsi, numero uno di Finmeccanica, già dalla settimana scorsa sotto “sorveglianza specifica”. Probabilmente, altri obiettivi sensibili potrebbero essere i vari manager della stessa Finmeccanica e di tutte le sue svariate costole, oltre che i dirigenti di Equitalia e a vari luoghi fisici dall’alto valore simbolico come la Tav, “madre di tutte le nostre preoccupazioni”, come ha detto Cancellieri. Ma  le risorse sono poche e bisognerà usare una bella dose di creatività per riuscire a elaborare un piano convincente a costo zero, o quasi. Proprio per questo si sta valutando la possibilità di chiedere alla grandi aziende di assumere addetti alla sicurezza. Ma – come scritto nello stesso comunicato del Nucleo Olga –, gli attentati potrebbero non arrivare necessariamente dove li si sta cercando adesso: non sono i conflitti sociali la miccia, ma le “questioni di principio”, l’attualità passa in secondo piano rispetto al simbolo. E’ per questo che si colpisce il simbolo del nucleare in Italia invece di una qualsiasi fabbrica al centro di qualche duro scontro sindacale.
Intanto, la polizia è a caccia dei membri del Nucleo Olga nel capoluogo ligure: la Digos ha chiesto addirittura al rettore dell’Università di Genova un incontro “per parlare di temi inerenti all’agguato contro Adinolfi”. I sospetti sarebbero su persone “fuori dal mondo del lavoro” e “quasi certamente di Genova”, come conferma una fonte investigativa. In altre parole, gli occhi di chi indaga sono puntati sugli studenti.