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Argentina, tutti contro la Kirchner

16 May 2012versione stampabile

Luca Galassi

La crisi diplomatica tra Argentina e Spagna travalica i confini ispanofoni per approdare negli Stati Uniti. Il più anziano senatore repubblicano, Richard Lugar, esponente di punta della commissione Esteri, ha presentato una proposta provocatoria al Congresso: espellere l’Argentina dal G20 per aver violato “le norme e gli accordi internazionali” in merito alla vicenda Ypf-Repsol.

La provocatoria risoluzione di Lugar si inserisce in un’infuocato contenzioso giuridico-economico – ponendo una pesante questione geopolitica – che oppone Madrid e Buenos Aires a causa della nazionalizzazione della compagnia petrolifera Ypf. Una decisione legata anche al fatto che lo scorso anno l’Argentina ha visto crescere del 110 percento la spesa per le importazioni di petrolio, e che la Kirchner ha dichiarato che il suo Paese è l’unico del Sudamerica a non avere una compagnia petrolifera interamente nazionale.

“L’Argentina – argomenta Lugar – non ha soddisfatto i requisiti necessari alla permanenza nel G-20. Va sospesa in modo che dimostri di essere capace di aderire alle norme delle relazioni economiche internazionali, rispettando così la legge”.

L’iniziativa di Lugar è aleatoria, se si pensa che dopo trentasei anni di presenza continuativa a Capitol Hill il veterano repubblicano è stato sconfitto nelle primarie da un candidato del Tea Party, e il suo mandato scadrà a novermbre. Tuttavia, la sua proposta è il più grave segno di disapprovazione da parte degli Stati Uniti per la nazionalizzazione della Yps da parte della Kirchner, che non ha mancato di manifestare le sue simpatie per il presidente del Venezuela, Hugo Chavez. Anche il Dipartimento di Stato americano ha criticato pesantemente Buenos Aires per le sue decisioni, avvertendo – con tono minaccioso – delle conseguenze negative che tale comportamento potrà avere nel suo commercio con l’estero. Non è escluso che la questione possa venir sollevata nella prossima riunione del G-20 che si terrà il mese prossimo in Messico.

Intanto, la Repsol ha inoltrato mercoledì alla Kirchner la richiesta di risarcimento relativa alla confisca delle azioni nella Ypf, aprendo così una vertenza in sede di arbitrato internazionale destinata a durare anni. Madrid chiede oltre 10 miliardi di dollari. La corte internazionale preposta all’esame di tali questioni è l’Icsid, il World Bank’s International Center for Settlement of Investment Disputes. La richiesta è stata quantificata sulla valutazione della compagnia Ypf, che ammonta a circa 18 miliardi di dollari.

2 Responses to Argentina, tutti contro la Kirchner

  1. Jens Hansen

    16 May 2012 at 08:40

    La Kirchner fa bene; le reazioni negative sono tutte neoliberiste e dimostrano che il neoliberismo ha solo un obiettivo: profitto a tutti i costi. Gli ultimi del mondo se ne sono già accorti …

  2. Massimo

    16 May 2012 at 10:58

    Chiaro che i paesi sfruttatori si oppongano ai paesi sfruttati che cercano di liberarsi.

    Forza Argentina!